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S. MESSA IN SUFFRAGIO DI DON MASSIMO CUOFANO A CONVERSANO

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S. MESSA DI PRIMO ANNIVERSARIO

IN SUFFRAGIO DI DON MASSIMO CUOFANO

 

 

Una commossa e sentita partecipazione di tanti amici della Fondazione Francesco II

alla S. Messa, celebrata lo scorso primo maggio 2018 a Conversano,

nel primo anniversario della morte di don Massimo Cuofano, Socio Fondatore e Ispiratore della suddetta Fondazione.

 

Nonostante la giornata festiva e nonostante le conseguenti uscite fuori porta,

davvero in tanti hanno voluto testimoniare, ancora una volta, la stima e l’affetto nei confronti di un uomo

che ha speso la sua vita per il Vangelo e per le Due Sicilie.

 

Tra i presenti anche il Segretario del Mov. Duosiciliano, Michele Ladisa,

che lo scorso anno ha voluto intitolare la sede barese a don Massimo.

 

 Nel corso della celebrazione, accanto alla sentita preghiera presentata al Padre in suffragio della cara anima di don Massimo,

non è mancato il ricordo della sua vita

e il celebrante don Luciano Rotolo ha voluto soprattutto illustrare il suo pensiero riguardo Re Francesco II e le Due Sicilie,

per far cogliere a tutti i presenti l’attualità e la profondità dei progetti che don Massimo cercava di realizzare.

 

Dopo la celebrazione non è mancato un piccolo momento di amicizia e di fraternità

per rinsaldare quel clima di unione e di impegno comune

che tanto piaceva e tanto desiderava l’indimenticabile don Massimo.

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RICORDIAMO DON MASSIMO CUOFANO NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE

 

E’ ormai trascorso un anno da quando, prematuramente, il carissimo don Massimo Cuofano,

Socio ispiratore e fondatore della Fondazione Francesco II di Borbone, concludeva cristianamente il suo cammino terreno.

 

Un cammino per noi purtroppo breve ma sicuramente ricco e intenso di opere,

come testimoniano le svariate attestazioni di stima, di grata memoria e di sincera amicizia

che ancora pervengono alla nostra Fondazione nel suo nome.

 

Don Massimo ha davvero donato tanto e a tutti, senza mai risparmiarsi.


Grande è il senso di vuoto che ci ha lasciato, anche se nella fede in Gesù Risorto

sappiamo che lui è sempre accanto a noi nella lotta e nell’impegno.

 

Don Massimo ci ha lasciato non avendo la gioia di veder realizzati molti dei suoi progetti e dei suoi sogni;


infatti desiderava tanto dare una attuazione piena allo statuto della sua Fondazione,

dando l’avvio ai diversi Comitati scientifici previsti, che avrebbero dovuto offrire slancio e rilancio alla figura di Re Francesco II,

sia sotto l’aspetto storico che spirituale.

 

Bramava poter vedere riconosciuta dalla Chiesa la santità di Re Francesco II

e per questo si spendeva mensilmente nell’elaborare quelle tracce di preghiera che dovevano alimentare la devozione nei suoi confronti.

 

Soprattutto desiderava celebrare, finalmente in grande, Re Francesco II nella sua antica Capitale

attraverso un Convegno di studi in suo onore.

 

Sono solo alcuni dei suoi sogni che, naturalmente, tocca a noi

suoi eredi spirituale portare avanti e a pieno compimento.

 

In questi giorni in cui con tanta nostalgia e tristezza lo pensiamo con grata memoria,

ci viene spontaneo - ancora una volta - accomunare la sua esperienza di vita con quella del caro Re Francesco II.

 

Non solo perché ha lasciato questa vita alla stessa età del nostro amato Sovrano

e in circostanze davvero veloci e inaspettate come le sue.

 

Questo accostamento ci è sgorgato nel cuore, soprattutto rileggendo le parole ispirate della preghiera, da lui composta,

per la beatificazione di Francesco II: si legge la vicenda del caro Re ma, per chi ha conosciuto don Massimo,

là c’è davvero la sua storia e la sua vita e questo è sicuramente un “segno”:


“Tu che conoscesti
il vento della calunnia e
il gelo della delusione,
che, seppure forzatamente lontano,
non hai fatto mancare a questo popolo
la presenza della tua carità e del tuo cuore.

 

Tu, che conoscesti le tenebre dell’ingiustizia,
e sulla tua carne ne hai sentito i brividi,
crocifisso anche tu con l’eterno Crocifisso…

 

Veglia su questo popolo, al quale
è stata derubata la memoria,
perché dal tuo silenzioso consumarsi
ritrovi la via della Verità.”

 

Caro don Massimo quante calunnie, quante incomprensioni, quante cattiverie gratuite hai ricevuto,

tu che avevi un animo così semplice, buono e aperto come un bambino;

quante delusioni, soprattutto da quanti aspettavi amicizia, comprensione e vicinanza:

lo abbiamo visto anche nel giorno delle tue esequie, quando come tua Fondazione non ci è stato neanche permesso

di poterti rivolgere una pubblica parola di memoria e di stima, una preghiera in tuo suffragio e neanche una nostra bandiera. 


Dove addirittura, con grandissimo rammarico, abbiamo ascoltato da parte del vescovo celebrante,

come uniche parole indirizzate alla tua persona, la semplice frase: “don Massimo Cuofano, diacono”;

come era possibile racchiudere in quelle poche insignificanti parole la tua vita, la tua fede, il tuo servizio alla Chiesa e alla verità storica?

 

E ancora ci piace ricordare tutte quelle volte che, nonostante la tua penuria di mezzi

e una povertà mai ostentata ma vissuta sempre nella piena dignità,

hai fatto puntualmente giungere il tuo aiuto e il tuo apporto a quanti erano nel bisogno;

 

quando, pur di diffondere la verità della nostra storia, non esitavi, con grandi sacrifici,

ad affrontare spese di viaggio e sacrifici per essere lì dove la Patria chiamava…

 

Carissimo don Massimo, anche a te chiediamo (come tu invocavi dal caro Re Francesco II)

di vegliare sul nostro popolo al quale è stata derubata anche la memoria;

 

anche a te chiediamo di riempire con la tua presenza mite e silenziosa, così semplicemente discreta e dolce,

il nostro cammino, perché da te possiamo apprendere che la pazienza e l’amore,

e l’unità dei nostri cuori, potranno ridare vita alla Speranza.

 

Grazie ancora, di tutto e per sempre, carissimo don Massimo, 
e continua a camminare con noi.

 

Con gratitudine e affetto: don Luciano Rotolo

 

Con gratitudine e affetto: don Luciano Rotolo

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RE FRANCESCO II DI BORBONE (1836 - 1894)

« Io sono Napolitano; nato tra voi,

   non ho respirato altr'aria,

   non ho veduti altri paesi,

   non conosco altro suolo, che il suolo natio.

   Tutte le mie affezioni sono dentro il Regno:

   i vostri costumi sono i miei costumi,

   la vostra lingua la mia lingua,

   le vostre ambizioni mie ambizioni. »

 

                (Re Francesco II di Borbone)

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L'INNO NAZIONALE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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L'INNO DELLA FONDAZIONE IN ONORE DI RE FRANCESCO II DI BORBONE

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PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE DI RE FRANCESCO II DI BORBONE, UOMO DI PACE E DI SPERANZA

 

PREGHIERA AL SERVO DI DIO FRANCESCO II

 

RE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

Guardiamo in alto, verso l’infinito,
e con il cuore colmo di commozione,
a te, che ora libero e non più calpestato
contempli l’Eterna Libertà,
ci rivolgiamo, noi, che ancora conosciamo 
l’amarezza di questo esilio.

Stai a noi ancora vicino, tu che conoscesti
il vento della calunnia e
il gelo della delusione,
Che, seppure forzatamente lontano,
non hai fatto mancare a questo popolo
la presenza della tua carità e del tuo cuore.

Tu, che conoscesti le tenebre dell’ingiustizia,
e sulla tua carne ne hai sentito i brividi,
crocifisso anche tu con l’eterno Crocifisso,
e primo, anche tu, accanto ai crocifissi di ieri
e di oggi nella storia della nostra gente,
stendi ancora su di noi la tua mano
di fratello, di padre, di amico, di re.

Veglia su questo popolo, al quale
è stata derubata la memoria,
perché dal tuo silenzioso consumarsi
ritrovi la via della Verità.

Veglia sulle nostre famiglie, tante volte in difficoltà, 
perché non manchi ad esse 
quella Provvidenza nella quale hai creduto.

Veglia sui nostri giovani, a volte disperati,
derubati della speranza e del futuro,
perché sappiano che mai nessuna ingiustizia
può abbattere la volontà di risorgere,
se mantengono viva quella fiamma della fede,
per la quale ti sei donato senza paura.

Veglia sui nostri bambini, innocenti angeli,
che si ritrovano in una società malata,
dove l’egoismo e il potere, la volgare impudicizia,
hanno calpestato la purezza dell’Amore.
Tu che facesti della semplicità la tua bandiera,
guarda questi nostri virgulti,
e non permettere che il male
possa distruggere i loro sogni.

Veglia sulla nostra terra,
da lungo tempo ferita e offesa,
e metti nel nostro cuore il desiderio
di lottare per essa, di non demordere mai
dalla speranza, che è vicino il tempo della rinascita.

Difendila dalle insidie degli iniqui,
e tieni lontano l’immondizia
di questo potere malefico, e guarda 
con particolare predilezione
la nostra gente ammalata, 
i nostri bambini avvelenati
dall’inquinamento di questa nostra terra,
oggi diventata terra dei fuochi, una volta
paradiso del creato.

Riempi con la tua presenza mite
e silenziosa, così semplicemente
discreta e dolce, il nostro cammino,
perché da te possiamo apprendere
che la pazienza e l’amore,
l’unità dei nostri cuori,
potranno ridare vita alla Speranza.

 

(don Massimo Cuofano, Anno  2013)

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