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RE FRANCESCO II DI BORBONE (1836 - 1894)

« Io sono Napolitano; nato tra voi,

   non ho respirato altr'aria,

   non ho veduti altri paesi,

   non conosco altro suolo, che il suolo natio.

   Tutte le mie affezioni sono dentro il Regno:

   i vostri costumi sono i miei costumi,

   la vostra lingua la mia lingua,

   le vostre ambizioni mie ambizioni. »

 

                (Re Francesco II di Borbone)

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L'INNO NAZIONALE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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LA BANDIERA E IL SUO POPOLO: PELLEGRINAGGIO 2018 - 19 DELLA BANDIERA NAZIONALE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE ATTRAVERSO LE PROVINCIE DELL'ANTICA PATRIA

LA BANDIERA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE IN PELLEGRINAGGIO AL PARCO DELLA GRANCIA - BASILICATA LA BANDIERA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE IN PELLEGRINAGGIO AL PARCO DELLA GRANCIA - BASILICATA
LE PROVINCE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE LE PROVINCE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE
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LA BANDIERA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE AL PARCO DELLA GRANCIA

PRESENTAZIONE DELLA BANDIERA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE PRESENTAZIONE DELLA BANDIERA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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IL GRANDE PELLEGRINAGGIO DELLA BANDIERA NAZIONALE

NELLE PROVINCE DELL’ANTICO REGNO DELLE DUE SICILIE:

LA TAPPA AL PARCO DELLA GRANCIA A BRINDISI DI MONTAGNA (POTENZA)

 

 

 

Importante e significativa tappa al Parco della Grancia, in provincia di Potenza, della grande Bandiera Nazionale, in pellegrinaggio per tutte le regioni dell’antico Regno delle Due Sicilie dallo scorso 14 agosto.

Non poteva infatti mancare una sosta del sacro vessillo presso questo luogo che non è semplicemente un incanto paesaggistico naturale, incastonato nello scenario delle dolomiti lucane. Infatti, da diversi anni il parco della Grancia è anche il luogo che, attraverso il carisma artistico di bravissimi attori e ballerini del cinespettacolo dal titolo “la storia bandita” (oltre 300 persone), offre agli oltre 400.000 visitatori annuali un messaggio di riscoperta sul brigantaggio e sulle violenze subite dalle popolazioni delle Due Sicilie ad opera dei piemontesi.

Il sito del Parco così recita a questo proposito: “La Storia Bandita” rappresentare in chiave moderna, attraverso le ragioni e le storie dei vinti, la dimensione sociale, culturale e storica della civiltà rurale di una delle pagine più controverse e maggiormente significative della storia della Basilicata: il brigantaggio”.

Alla luce di tutto ciò la grande Bandiera Nazionale, che dallo scorso 14 agosto da Fragneto Monforte, ha iniziato il suo percorso di pellegrinaggio in tutte le province delle Due Sicilie, non poteva mancare di fare una sosta per offrire a tutti i visitatori presenti la possibilità di riscoprire la “memoria bandita” delle nostre origini e del nostro orgoglio.

Sabato 01 settembre 2018, nell’anfiteatro dello spettacolo di falconeria, dinanzi a diverse centinaia di persone, la grande Bandiera delle Due Sicilie è stata solennemente portata al centro da alcuni rappresentanti del Drappello Storico Militare “Battaglione Lucania” della Reale Armata di Terra delle Due Sicilie che, dinanzi agli astanti, l’hanno prontamente e rispettosamente aperta e presentata.

Questo rito è stato magistralmente introdotto dal Direttore del Parco, dott. Nicola Manfredelli, al quale va la nostra viva gratitudine, che ha voluto invitare tutto il pubblico a vivere insieme un momento di ricostruzione della memoria storica.

E’ poi toccato a don Luciano Rotolo, Segretario della Fondazione Francesco II di Borbone, spiegare a tutti i presenti il significato della nostra Bandiera Nazionale, ricordando e sottolineando il suo messaggio di inclusività del nuovo e di grande rispetto per il passato.

A conclusione del suo intervento ha illustrato l’iniziativa del pellegrinaggio della Bandiera e ha invitato tutti a nutrire verso il nostro vessillo rispetto e memoria: come in Veneto sventola orgogliosamente ancora oggi la Bandiera di San Marco così dovrebbe essere anche nelle Due Sicilie.

Il pubblico ha seguito con particolare attenzione la manifestazione e, una volta conclusasi, diverse persone sono venute a complimentarsi e a chiedere ulteriori delucidazioni e spiegazioni; in tutti la gioia e la voglia di riscoperta di un passato e di una memoria che, purtroppo, per motivi storici legati alle modalità con cui avvenne l’unificazione italiana, ancora oggi nelle Due Sicilie sembra “bandita”.

 

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IL PELLEGRINAGGIO DELLA BANDIERA RAGGIUNGE LA VETTA DELLA MAJELLA

 

 

Da alcune settimane la grande Bandiera Nazionale delle Due Sicilie

ha iniziato un cammino di pellegrinaggio attraverso tutte le regioni dell'antico regno.

 

Scopo di questo percorso è anzitutto quello di far riscoprire la nostra bandiera e la grandezza del nostro passato;

in secondo luogo quello di unire e ricompattare tutti coloro che, con grande impegno e sacrificio,

cercano di mantenere viva la memoria delle Due Sicilie attraverso gruppi, associazioni e movimenti.

 

Simbolicamente il pellegrinaggio ha avuto inizio il 14 agosto 2018 da Fragneto Monforte (Benevento),

luogo simbolo della ferocia piemontese che, nel 1861,  uccise per rappresaglia e in modo indiscriminato diversi contadini del luogo.

 

Domenica 26 agosto, invece, la nostra grande Bandiera ha toccato un altro significativo luogo simbolo della nostra storia:

la "tavola dei briganti" sui monti della Majella in Abruzzo.

 

E' il luogo, ancora oggi impervio e non tanto facilmente raggiungibile,

dove i nostri eroici combattenti (soprannominati in modo spregiativo "briganti" dagli invasori piemontesi)

non solo trovavano sicuro rifugio e nascondiglio ma soprattutto il luogo sacro dove giuravano fedeltà al Re e alla lotta armata di liberazione.

 

Ancora oggi sulle pietre che adornano la vetta della Majella si possono leggere nomi e date di questi combattenti,

che vollero affidare alla testimonianza delle pietre la loro rabbia e la loro volontà di giustizia, riscatto e libertà.

 

Una iscrizione tra tutte colpisce: "da regno dei fiori questo è diventato il regno della miseria"!

 

E' l'eco della terribile povertà e della perdita di diritti da parte del popolo e dei più deboli della società;

situazione che si creò con la venuta dei piemontes

i che vollero ricompensare i più ricchi per allearsi con loro ai danni dei più poveri che precipitarono in condizioni peggiori.

 

A memoria di questa tappa speciale alla Majella, è stata anche collocata una targa ricordo.

 

La grande Bandiera sulle cime della Majella ha voluto così raccogliere i sentimenti e le gesta di questi combattenti,

per portarli con sè nel corso delle altre tappe del suo lungo pellegrinaggio.

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LA TARGA COMMEMORATIVA SULLA MAJELLA

 

 

 

 

Nel corso del pellegrinaggio della grande Bandiera

presso tutte le regioni del Regno delle Due Sicilie,

nella tappa svoltasi presso la "Tavola dei Briganti" sulle cime della Majella in Abruzzo,

è stata collocata una speciale targa ricordo della Fondazione Francesco II.

 

Non solo per solennizzare il passaggio della Bandiera, sacra a tutti i figli dell'antica Patria,

ma anche per fare memoria degli antichi combattenti che si immolarono per essa.

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FRAGNETO MONFORTE: INIZIO DEL PELLEGRINAGGIO DELLA BANDIERA FRAGNETO MONFORTE: INIZIO DEL PELLEGRINAGGIO DELLA BANDIERA

14 AGOSTO 2018: E' INIZIATO DA FRAGNETO MONFORTE,

LUOGO SIMBOLO DI UNA DELLE NUMEROSE STRAGI COMPIUTE DALL'ESERCITO PIEMONTESE,

IL PELLEGRINAGGIO DELLA NOSTRA BANDIERA ATTRAVERSO I POPOLI DELLE DUE SICILIE.

 

 

"LA BANDIERA E IL SUO POPOLO" è una iniziativa scaturita da un'idea di don Luciano Rotolo, Socio Fondatore della Fondazione Francesco II di Borbone.


L'ispirazione parte invece da un passato recente e cioè dal 14 agosto 2012 durante la commemorazione delle vittime di Pontelandolfo.

 

In quella occasione, il carissimo e compianto Don Massimo Cuofano disse:

"...Loro sono stati una pietra, noi saremo questa pietra per continuare la loro opera...

prenderemo le pietre e le PORTEREMO AI PIEDI DELLA BANDIERA per costruire un monumento non ai morti ma alla vita, una vita da costruire UNENDOCI.
...da troppo tempo siamo divisi, da troppo tempo ci facciamo prendere da protagonismi e da identità sbagliate...

NON DIMENTICHIAMOCI, LA BANDIERA BISOGNA PORTARLA NEL CUORE PERCHE' E' IL SEGNO DELLA NOSTRA IDENTITA'...".

 

L’iniziativa vede al centro la nostra antica e gloriosa bandiera gigliata del Regno delle Due Sicilie che, da alcuni anni,

la Fondazione Francesco II di Borbone dona in occasione dell’annuale Convegno di Gaeta, affinchè venga solennemente innalzata sugli spalti della fortezza.

 

Gaeta è il luogo simbolo che vide l’eroica resistenza dei nostri Sovrani, dei nostri soldati e del nostro popolo, tutti uniti contro l’ingiusta invasione e aggressione.

Per questo la bandiera viene prima solennemente benedetta in occasione dell’8 dicembre – festa dell’Immacolato Concepimento di Maria, speciale Patrona del Regno delle Due Sicilie –

e poi rispettosamente portata a Gaeta, come segno di onore e di rispetto per i nostri caduti ma, al tempo stesso, come invito all’unità per continuare a proporre i suoi valori e le sue istanze.

 

Con l’iniziativa “la Bandiera e il suo Popolo” si vuole far precedere l’arrivo della sacra bandiera a Gaeta da un pellegrinaggio

attraverso tutte le provincie dell’antico Regno. Un pellegrinaggio che inviti alla riscoperta della nostra identità, dei nostri valori e del nostro glorioso passato;

un pellegrinaggio che contribuisca a rendere tutti sempre più fratelli, uniti intorno alla stessa bandiera.

 

Simbolicamente il pellegrinaggio della Bandiera ha avuto inizio nella giornata del 14 agosto 2018 a Fragneto Monforte (BN),

nel corso della commovente commemorazione delle vittime di una delle numerose stragi, compiute dall’esercito piemontese,

nel corso della loro guerra di aggressione del 1860 ai danni del pacifico Regno delle Due Sicilie.

 

Nel luogo dove vennero fucilati nel cuore della notte sette uomini innocenti, gli amici della Tavola Meridionale di Roma,

come ogni anno, hanno ancora una volta voluto generosamente donare alla Fondazione la grande Bandiera che sarà poi portata a Gaeta;

a questi amici, che hanno voluto addirittura essere personalmente presenti mediante due rappresentanti,

rinnoviamo tutta la nostra gratitudine e la nostra ammirazione per il loro gesto di attenzione e di disponibilità.

 

La grande bandiera inizierà ora il suo cammino tra il suo popolo, tra le montagne, le città e il mare dell’antico Regno delle Due Sicilie.

 

Sono tanti i gruppi, i movimenti, le associazioni e i singoli che ne hanno fatto richiesta:

è il segno di una riscoperta e di un orgoglio che stanno sempre più emergendo nelle nostre terre e nella nostra gente.

 

La nostra bandiera sarà a Napoli, in Sicilia, in Calabria, in Abruzzo, in Lucania, in Molise, in Puglia (dove sarà solennemente benedetta il prossimo 8 dicembre) e infine a Gaeta.

 

L’iniziativa vede la partecipazione e la collaborazione di diverse sigle, legate al mondo delle Due Sicilie e alla promozione dell’evento annuale che si tiene a Gaeta.

Tra questi un ringraziamento va dato a Michele Ladisa e alla prof. M. Gabriella Sabato, che si sono fatti “angeli custodi” della sacra bandiera,

durante il suo cammino per le strade del nostro antico Regno.

 

A breve sarà comunicato il calendario del pellegrinaggio della nostra sacra bandiera, in modo che tutti possano eventualmente accompagnarla e intervenire nel corso del suo cammino.

 

Questo pellegrinaggio sia davvero un modo per realizzare le parole che, il nostro caro Re Francesco II, volle pronunciare ai suoi sudditi di ieri ma anche di oggi:

Vi è un rimedio per questi mali, per le calamità più grandi che prevedo. La concordia, la risoluzione, la fede nell’avvenire.

Unitevi intorno al trono dei vostri Padri. Che l’oblio copra per sempre gli errori di tutti; che il passato non sia mai pretesto di vendetta, ma pel futuro lezione salutare».

 

Accogliamo la nostra sacra bandiera e, soprattutto, raccogliamoci intorno a essa.

 

 

 

 

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14 AGOSTO 2018: COMMEMORAZIONE DELL'ECCIDIO DI FRAGNANO MONFORTE

14 AGOSTO 1861

 

14 AGOSTO 2018

 

IN MEMORIA DELLE VITTIME DI FRAGNETO MONFORTE

 

 

“E’ inutile che te le metti, lasciale ai tuoi figli perché dove stai andando non ti serviranno…”.

Con queste parole il soldato piemontese, forse preso da un improvviso senso di pietà di rara umanità,

si rivolse a uno degli abitanti di Fragneto Monforte (Benevento) che aveva arrestato, quando lo vide indossare le scarpe per uscire di casa.

 

Infatti, a seguito della rivolta di Pontelandolfo e Casalduni contro l’occupante piemontese,

nella giornata del 14 agosto 1861 c’era stata la terribile reazione punitiva dell’esercito che,

su precise disposizioni impartite dal famigerato gen. Cialdini, aveva proceduto a uccidere, stuprare, derubare l’inerme popolazione

e infine incendiare i due paesi ribelli e conniventi con quelli che venivano sprezzantemente chiamati “briganti”.

 

L’eccidio dei due paesi purtroppo non terminò in quella triste giornata ma continuò anche in quelli seguenti.

Infatti l’esercito piemontese avviò una vera e propria caccia all’uomo nei paesi limitrofi,

sia per catturare i fuggitivi, sia per eliminare tutta la rete di fiancheggiatori di cui godevano i patrioti duosiciliani

e, soprattutto, per dare alla popolazione un chiaro messaggio intimidatorio.

 

In questo contesto avvennero gli arresti e le fucilazioni di Fragneto Monforte.

 

L’esercito scelse il cuore della notte, mentre tutti erano a letto, per dare avvio a una vasta azione di retata.

 

I soldati, gridando, bussavano alle porte delle case svegliando gli ignari abitanti;

tra le lacrime delle spose e i pianti dei bambini svegliati di soprassalto e spaventati dalle grida dei soldati,

diversi uomini segnalati come fedeli a Re Francesco II furono incolonnati e portati nelle prigioni di Benevento e di Isernia;

altri invece, ritenuti forse più pericolosi o apertamente contrari ai conquistatori, vennero immediatamente passati per le armi tramite fucilazione.

 

Inutile commentare e aggiungere che questi metodi erano degni della peggiore dittatura

e dell’assoluta mancanza di rispetto nei confronti di ogni parvenza di legalità;

metodi che, purtroppo, si vedranno nuovamente qualche decennio più tardi,

durante l’occupazione nazista della penisola italica

(e che ancora oggi vedono, a differenza delle stragi compiute dai piemontesi,  annualmente sfilare le più alte cariche dello stato alle loro commemorazioni).

 

Dinanzi a tanta ferocia e cieca violenza è senz’altro un dovere,

non solo per tutti coloro che hanno a cuore la gloriosa storia delle Due Sicilie

ma anche per quanti avvertono il bisogno di riaffermare i valori della giustizia e della dignità dell’uomo,

fare memoria di queste vittime innocenti.

Vittime che simboleggiano un popolo intero, che prima venne costretto a subire un’ invasione e poi povertà ed emigrazione.

 

Per questo motivo la Fondazione Francesco II

partecipa e collabora anche quest’anno alla commemorazione di queste vittime, che si terrà il 14 agosto 2018 a Fragneto Monforte.

 

Cureremo in modo particolare il breve momento di preghiera e di benedizione

che si terrà presso il viottolo di campagna dove questi nostri poveri fratelli vennero fucilati senza processo e senza alcuna pietà,

in quella buia notte di cieca violenza.

 

Forse con un unico conforto nel cuore;

quello che, per i propri poveri figli, quel paio di scarpe lasciato in casa

sarebbe sicuramente tornato utile nel freddo inverno…

 

 

Invitiamo tutti a intervenire.

 

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L'INNO DELLA FONDAZIONE IN ONORE DI RE FRANCESCO II DI BORBONE

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PREGHIERA PER LA BEATIFICAZIONE DI RE FRANCESCO II DI BORBONE, UOMO DI PACE E DI SPERANZA

 

PREGHIERA AL SERVO DI DIO FRANCESCO II

 

RE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

Guardiamo in alto, verso l’infinito,
e con il cuore colmo di commozione,
a te, che ora libero e non più calpestato
contempli l’Eterna Libertà,
ci rivolgiamo, noi, che ancora conosciamo 
l’amarezza di questo esilio.

Stai a noi ancora vicino, tu che conoscesti
il vento della calunnia e
il gelo della delusione,
Che, seppure forzatamente lontano,
non hai fatto mancare a questo popolo
la presenza della tua carità e del tuo cuore.

Tu, che conoscesti le tenebre dell’ingiustizia,
e sulla tua carne ne hai sentito i brividi,
crocifisso anche tu con l’eterno Crocifisso,
e primo, anche tu, accanto ai crocifissi di ieri
e di oggi nella storia della nostra gente,
stendi ancora su di noi la tua mano
di fratello, di padre, di amico, di re.

Veglia su questo popolo, al quale
è stata derubata la memoria,
perché dal tuo silenzioso consumarsi
ritrovi la via della Verità.

Veglia sulle nostre famiglie, tante volte in difficoltà, 
perché non manchi ad esse 
quella Provvidenza nella quale hai creduto.

Veglia sui nostri giovani, a volte disperati,
derubati della speranza e del futuro,
perché sappiano che mai nessuna ingiustizia
può abbattere la volontà di risorgere,
se mantengono viva quella fiamma della fede,
per la quale ti sei donato senza paura.

Veglia sui nostri bambini, innocenti angeli,
che si ritrovano in una società malata,
dove l’egoismo e il potere, la volgare impudicizia,
hanno calpestato la purezza dell’Amore.
Tu che facesti della semplicità la tua bandiera,
guarda questi nostri virgulti,
e non permettere che il male
possa distruggere i loro sogni.

Veglia sulla nostra terra,
da lungo tempo ferita e offesa,
e metti nel nostro cuore il desiderio
di lottare per essa, di non demordere mai
dalla speranza, che è vicino il tempo della rinascita.

Difendila dalle insidie degli iniqui,
e tieni lontano l’immondizia
di questo potere malefico, e guarda 
con particolare predilezione
la nostra gente ammalata, 
i nostri bambini avvelenati
dall’inquinamento di questa nostra terra,
oggi diventata terra dei fuochi, una volta
paradiso del creato.

Riempi con la tua presenza mite
e silenziosa, così semplicemente
discreta e dolce, il nostro cammino,
perché da te possiamo apprendere
che la pazienza e l’amore,
l’unità dei nostri cuori,
potranno ridare vita alla Speranza.

 

(don Massimo Cuofano, Anno  2013)

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