7 SETTEMBRE 1860: RE FRANCESCO II E' COSTRETTO A LASCIARE NAPOLI

7 settembre 2017

Data particolarmente triste quella del 7 settembre per ogni figlio delle Due Sicilie.

 

Oggi si ricorda l'ingresso nella Città Capitale di Napoli del mercenario, al soldo degli interessi britannici e piemontesi, Garibaldi.

 

Un ingresso preparato dal traditore ministro dell'interno Liborio Romano e organizzato dalla camorra locale che, in quell'occasione, potè fare il salto di qualità, insediandosi nei gangli vitali dello stato e condizionando con la sua subdola presenza ogni settore politico ed economico: nacque così il famoso patto stato - mafia.

 

Naturalmente la camorra "invitò" tutti ad accogliere festosamente il mercenario con i suoi scagnozzi, anche se non tutti obbedirono.

Ad esempio il Cardinale Arcivescovo Mons. Sisto Riario Sforza non solo non si presentò all'appuntamento intimatogli in Cattedrale ma fece anche sbarrare le porte di questa che vennero forzate per far entrare garibaldi, nel goffo tentativo di ingraziarsi la popolazione venerando le reliquie di San Gennaro.

 

Il 6 settembre Re Francesco II aveva abbandonato la Capitale per non esporla ai rischi di guerriglie urbane e di bomabrdamenti che avrebbero pregiudicato il suo immenso patrimonio storico, artistico e per non recare aggravio alla inerme popolazione.

Non aveva però lasciato la Città allo sbando: restava il Governo e restavano nei castelli circa 6.000 militari al comando del gen. Cataldo.

 

Francesco II, in quella triste occasione, non portò nulla con sè; neanche gli 11.000 ducati del suo conto personale depositati presso il Banco delle Due Sicilie.

"Sono del popolo napoletano...": queste furono le sue parole a chi gli faceva presente la necessità di ritirarli.

 

Ben diverso sarà invece il comportamento del mercenario garibaldi.

Infatti durante l'invasione si premurò di svuotare  le casse del Banco di Sicilia, depredando 5 milioni di ducati (corrispondente a circa 82 milioni di Euro dei nostri giorni);

nella Capitale delle Due Sicilie replicò quanto fatto a Palermo,  alleggerendo le casse del Banco di Napoli di  6 milioni di ducati (equivalenti a circa 90 milioni degli attuali Euro).

 

Questa la grande differenza tra un Re che amava il suo popolo e sentiva di essere al servizio del popolo con un mercenario al servizio di padroni avidi e disinteressati al bene del popolo.

 

Ogni 7 settembre ci ricorda, purtroppo, questa triste verità che ancora oggi influenza le nostre terre.

 

Ancora oggi Re Francesco II emerge tra tutti per la sua grandezza d'animo e per la sua statura morale.