DALLA DELEGAZIONE PUGLIESE – TERRA DI BARI

BARI 08 DICEMBRE 2017 S. MESSA DELLE BANDIERE NELLA FESTA DI MARIA SS.ma IMMACOLATA PATRONA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

LA GRANDE BANDIERA PROVENIENTE DA MILAZZO E BENEDETTA A BARI: DA FEBBRAIO 2018 SVENTOLERA' A GAETA LA GRANDE BANDIERA PROVENIENTE DA MILAZZO E BENEDETTA A BARI: DA FEBBRAIO 2018 SVENTOLERA' A GAETA

Anche quest’anno, in tutto il territorio che un tempo costituiva l’antico e glorioso Regno delle Due Sicilie,

si è celebrata in diverse località la S. Messa delle Bandiere, in occasione della festività di Maria SS.ma Immacolata, Patrona delle Due Sicilie e delle sue armate di terra e di mare.

 

Dobbiamo sempre eterna gratitudine al sacerdote don Paolo Capobianco per aver saputo custodito e soprattutto tramandato questa bella tradizione,

nonostante il tempo trascorso e soprattutto il colpevole oblio fatto calare pesantemente dai piemontesi nei confronti di tutto ciò che poteva richiamare la dignità e la grandezza di un popolo.

 

Anche quest’anno la Puglia ha voluto rivivere questo tradizionale appuntamento, celebrato per l’occasione a Bari.

 

La scelta del capoluogo regionale non è stata casuale!

Pochi mesi fa, infatti, il Consiglio Regionale ha voluto approvare una mozione

con la quale si è istituita per il 13 febbraio di ogni anno una speciale “Giornata della Memoria per le vittime meridionali del risorgimento”.

Tale scelta ha conseguentemente provocato una serie di faziose polemiche e di levate di scudi da parte dei soliti allineati alle posizioni storiche cosiddette “ufficiali”.

Per questo motivo era importante lanciare un segnale forte di presenza e di partecipazione,

per far comprendere che la realtà culturale che oggi chiede verità per le vicende che portarono alla fine del secolare regno napolitano è più che mai forte e determinata.

 

La celebrazione della Messa, officiata da don Luciano Rotolo della Fondazione Francesco II di Borbone,

si è svolta nell’antica chiesa di San Giuseppe sita nel Borgo Antico di Bari alla presenza di centinaia di intervenuti.

 

Suggestiva ed estremamente significativa è stata anche la presenza di un drappello storico militare dell’esercito napolitano

(precisamente del 13° Reggimento Fanteria Lucania) con divise dell’epoca, a cura dell’associazione Himago Historiae.

 

I militi hanno percorso le vie principali della città,

da quella che un tempo si chiamava piazza Borbone nei pressi della chiesa di San Francesco da Paola (l’altro Patrono Principale del Regno) al Corso Ferdinandeo,

dalla piazza della Cattedrale alle strade del borgo antico.

Un particolare che ha molto colpito gli organizzatori durante questo giro cittadino, è stato il fatto che la maggior parte della gente ha riconosciuto il vessillo delle Due Sicilie

e diverse persone ne hanno anche esaltata la bellezza: è sicuramente il segno che tutta l’opera di informazione, di sensibilizzazione e di conoscenza,

che da anni si sta portando avanti tenacemente, finalmente comincia a portare frutto.

 

La S. Messa ha visto ancora una volta il segno commovente della bandiera che, solo al momento della consacrazione eucaristica,

si è piegata toccando terra in segno di adorazione e di sottomissione di tutta una Nazione al Re dei Re.

 

Al termine della celebrazione, con le note dell’organo fatto suonare con tutti i registri, è stato eseguito l’inno nazionale delle Due Sicilie

mentre il celebrante rendeva omaggio, con il segno dell’incenso, alla sacra immagine della Vergine Immacolata.

 

Dopo la Messa è partito il corteo alla volta di piazza Chiurlia, dove si è celebrato il rito della Benedizione delle bandiere delle Due Sicilie innalzate orgogliosamente dai presenti.

 

Apriva il corteo e spiccava tra tutte una grande bandiera dalle notevoli dimensioni di mt. 4,50 x 3,00, intorno alla quale tutti ci si è raccolti.

 

Questa bandiera era stata trasportata da Milazzo a cura di Michele Ladisa, Segretario Gen. Del Movimento Duosiciliano,

e nel prossimo mese di febbraio sarà a Gaeta per essere solennemente innalzata sul pennone della gloriosa piazzaforte

che vide l’eroismo dei nostri Sovrani e dei nostri soldati contro una ingiusta e assurda invasione.

 

In questo modo la grande bandiera avrà simbolicamente toccato tre punti dell’antico Regno e cioè il sud (la Sicilia), il centro (la Puglia) e il nord (Gaeta),

diventando così un concreto segno di unità e di impegno condiviso.

 

Terminata la parte liturgica, l’incontro è continuato con il pranzo fraterno che ha visto la partecipazione di circa 50 commensali.

 

Infine nel pomeriggio si è vissuto un momento d’incontro culturale e di dibattito aperto,

prendendo spunto dall’ultimo libro – dal titolo “il sussurro delle pietre” - pubblicato da Luciano Rotolo.

Questo libro propone la protesta silenziosa di due fratelli sacerdoti conversanesi che vissero il tragico e brutale passaggio dal Regno delle Due Sicilie alla nuova realtà italiana;

dinanzi al nuovo stato di cose fatto di camaleontismi, di ingiustizie e di scadimento i due fratelli decisero di ritirarsi in campagna,

affidando a una lapide in pietra il loro giudizio sprezzante e la loro vibrata protesta.

Un sussurro di protesta che oggi tocca a noi raccogliere e raccontare, per restituire verità e dignità alla nostra storia e alla nostra gente.

 

Al termine di questo incontro, la giornata si è conclusa non solo con la soddisfazione di aver offerto alla città di Bari

la testimonianza della vitalità e della vivacità di un Regno che, a dispetto di oltre 150 anni, è ancora presente e affascinante

ma con la gioia di aver condiviso un'altra esperienza di aggregazione e di condivisione.

Infatti tutto l’evento è stato il frutto di un cammino condiviso tra le varie sigle e i vari gruppi che si richiamano alla realtà duosiciliana:

la Fondazione Francesco II di Borbone, il Movimento Duosiciliano, i Comitati Due Sicilie, l’Associazione Culturale la Stella del Monte,

il Carlino, Noiborbonici e la collaborazione esterna di Unione Mediterranea.

 

Un ultimo segno di soddisfazione è stato poi offerto dal fatto che la Messa delle Bandiere in questi ultimi anni

è stata riscoperta anche in altre regioni meridionali: la sua celebrazione si è quindi estesa

dalla puglia (da dove si è cominciato regolarmente sin dal 2009) ad altre località.

Quest’anno infatti si sono tenute celebrazioni simili a Napoli, a Pescara, a Paola e a Palermo.

 

E’ il segno di una volontà di riappropriazione storica e culturale delle proprie radici.

 

E’ soprattutto il segno che, nel silenzio, la bianca bandiera gigliata ancora oggi mostra la sua giovinezza e il suo fascino e che,

nonostante 150 anni di tentativi per infangarla, riesce comunque a raccontare la grandezza della nostra storia e della nostra gente.

 

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PER VISIONARE UN VIDEO DELLA CELEBRAZIONE DELLA MESSA E DELLA BENEDIZIONE DELLE BANDIERE

SI PUO' COPIARE QUESTO LINK SU UN MOTORE DI RICERCA

 

 

 https://www.facebook.com/pino.marino/videos/10209859023943857/

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25 NOVEMBRE 2017

 

SECONDA GITA STORICA A NAPOLI

 

DAL TEMA:

 

LA POLITICA SOCIALE

 

DEL GOVERNO BORBONICO

 

DELLE DUE SICILIE

 

 

Una giornata stupenda ed estremamente intensa quella vissuta dai circa 50 partecipanti alla seconda “Gita Storica”,

organizzata dalla nostra Fondazione unitamente all’associazione culturale La Stella del Monte e al Movimento Duosiciliano,

lo scorso 25 novembre a Napoli, antica capitale delle Due Sicilie.

 

Giornata ricca di stimoli culturali, storici e artistici ma ricca anche di un clima di amicizia e di profonda allegria:

infatti il titolo di “gita storica” potrebbe far pensare a qualcosa di pesante e di impegnativo

ma in realtà si è trattato di un momento davvero piacevole e vissuto da parte di tutti in un clima di grande leggerezza e di sentita partecipazione.

 

Come sempre la partenza è iniziata con un momento di preghiera;

subito dopo il tempo del viaggio nel bus è stato impegnato nel proporre ai partecipanti le importanti e interessanti “pillole storiche”.

 

Queste pillole consistono nella trattazione e nel raccontare fatti e riflessioni che permettano ai viaggiatori,

per lo più ignari della grande storia delle Due Sicilie, non solo di conoscere ma soprattutto di contestualizzare

e di comprendere quanto poi si andrà a visitare e a vedere.

 

In questa occasione le “pillole storiche” sono state somministrate da don Luciano Rotolo, dal prof. Gaetano Marabello

e dal dott. Michele Loglisci che hanno illustrato la politica sociale - fatta non solo di assistenza ma anche di recupero e di riscatto -

portata avanti dal governo delle Due Sicilie nel corso degli anni: dal progetto dei Reali Alberghi dei Poveri al progetto di recupero dei ragazzi accattoni;

dalla liberazione da parte di Re Ferdinando II e di San Ludovico da Casoria dei bambini neri venduti come schiavi sul mercato di Alessandria

alla leggenda della Madonna che la notte visita i bambini, sciupando così le sue scarpette che ogni anno vanno quindi sostituite;

dagli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano alla genesi del grande Museo Archeologico Borbonico (oggi detto nazionale).

 

Giunti a Napoli abbiamo iniziato il percorso programmato guidati dalla bravissima Chiara Foti,

guida turistica sempre attenta e preparata nonché esponente dei Comitati Due Sicilie.

 

Prima tappa della nostra visita è stato il grande tribunale costruito nel periodo spagnolo presso Porta Capuana:

lì Chiara, sempre accompagnata dalla bandiera delle Due Sicilie collocata su un’asta come segno di riconoscimento per tutti i gitanti,

ha illustrato alcune riforme promosse a Napoli nel periodo del viceregno

tra le quali eccelle quella della riunificazione dei diversi tribunali presenti allora nella città.

 

Da porta capuana si è poi giunti al monumentale complesso dell’Annunziata,

un vero e proprio capolavoro della carità cristiana e della politica delle Due Sicilie

sempre attenta alle fasce più bisognose della popolazione.

 

In questo complesso, accanto alla monumentale basilica, è presente un istituto che per secoli ha raccolto i bambini abbandonati

dando loro un futuro nella società e un grande ospedale pediatrico sorto appunto per andare incontro ai bisogni del popolo.

 

Si è visitata anche la famosa “ruota degli esposti” dove i bambini venivano abbandonati

e sono state illustrate le innovative norme assunte dal governo delle Due Sicilie che, contrariamente a quanto avveniva nel resto d’Europa,

non faceva marchiare a fuoco questi bambini (si faceva solo indossare loro sul collo una medaglia numerata della Madonna)

e si permetteva che potessero studiare, apprendere un mestiere e addirittura ambire agli ordini sacri.

 

Particolare curiosità e interesse ha poi suscitato il racconto - tra il leggendario e il miracoloso - della Madonna che, si dice,

vada in giro di notte a trovare e ad aiutare i bambini bisognosi, al punto da trovare le scarpette della sacra immagine

consunte a distanza di un anno e quindi a doverle sostituire con una particolare cerimonia.

 

Conclusa la visita del complesso dell’Annunziata, tutto il gruppo si è incamminato

attraverso la famosa “spaccanapoli” alla Piazza del Gesù per un momento di ristoro.

 

Nel pomeriggio ci si è poi recati in visita al grande Museo Archeologico Nazionale o, meglio,

a quello che un tempo si chiamava Museo Borbonico.

 

Anche qui i presenti sono stati edotti su un'altra innovativa decisione assunta dal governo borbonico:

la possibilità di far fruire anche al popolo la conoscenza di tanti reperti e manufatti artistici ed archeologici,

sia di provenienza personale dei Sovrani che dagli scavi di Ercolano e Pompei.

 

Si trattava di educare al bello anche l’uomo comune, in un periodo in cui i beni artistici erano esclusivo appannaggio dei soli nobili

che li tenevano stipati in musei personali o ne facevano semplice uso di dono nelle occasioni speciali.

 

Il museo si è rivelato una bellissima sorpresa: dalla Collezione Farnese

(ereditata da Re Carlo di Borbone dalla madre Elisabetta Farnese e da lui donata al popolo napoletano)

ricchissima di capolavori stupendi tra i quali eccelle il famoso “toro farnese” ai mosaici di Pompei;

dai papiri di Ercolano, ai reperti degli scavi pompeiani con veri e propri capolavori dell’arte orafa e del vetro.

 

A conclusione della visita al museo, ci si è recati nella monumentale basilica di S. Chiara

a rendere omaggio ai Sovrani delle Due Sicilie, lì sepolti nelle “tombe borboniche”.

 

Un particolare pensiero e omaggio come Fondazione è stato riservato a S.M. Francesco II,

alla sua sposa Maria Sofia e alla loro bambina Maria Cristina Pia la cui vicenda era stata ricordata nelle “pillole storiche” durante il viaggio in bus.

 

Sempre nella basilica di S. Chiara si è reso omaggio al corpo di San Ludovico di Casoria

e si è ricordato il suo impegno a favore dei ragazzi accattoni di Napoli e soprattutto per la liberazione dei bambini neri schiavi;

impegno che il santo riuscì a portare avanti grazie al sostegno morale ed economico prima di Re Ferdinando II

(che arrivò ad adottare anche due ragazzi neri che aveva fatto liberare dalla schiavitù) e poi di Re Francesco II.

 

Conclusa la parte guidata della gita, i partecipanti hanno potuto usufruire di abbondante tempo libero

per una passeggiata nel centro storico dell’antica capitale del Regno.

 

Molti ne hanno approfittato per stupirsi dinanzi all’arte presepiale di via san Gregorio Armeno

mentre altri hanno preferito assaggiare i famosi dolci della tradizione napoletana o assaporare un buon caffè,

dando così la nota finale a una giornata trascorsa all’insegna dell’amicizia e alla scoperta di alcune tracce luminose

che raccontano ancora oggi la grandezza di un passato che ci appartiene.

 

 

 

 

 

 

 

 

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GITA STORICA IN TERRA DI BASILICATA SULLE ORME DEI BRIGANTI

PANORAMA LUCANO PANORAMA LUCANO

DELEGAZIONE PUGLIE – TERRA DI BARI

 

GITA STORICA

 

Trasmettere e far conoscere la nostra storia; scoprire le meraviglie del nostro territorio!

E’ stata questa l’idea e l’intuizione che la nostra Fondazione ha maturato e condiviso con il Movimento Duosiciliano e con l’Associazione Culturale “la Stella del Monte” di Valenzano (BA).

 

Progetto maturato poco alla volta e che ha portato all’organizzazione della “prima gita storica”, realizzatasi sabato 09 settembre 2017 in Basilicata.

 

La gita storica ha visto la partecipazione di ben 56 persone provenienti da Bari, Valenzano, Mola di Bari, Rutigliano e Conversano;

persone che per lo più non si conoscevano tra loro ma che hanno subito fraternizzato e condiviso un’esperienza, giudicata da tutti in modo più che lusinghiero.

La formula è stata quella della gita cioè di una uscita di gruppo distensiva ma riempita decisamente di proposte e di stimoli culturali. Infatti, nel corso del viaggio in bus,

si è parlato di brigantaggio, di Regno delle Due Sicilie, delle sue istituzioni e dei suoi primati economici e sociali, maturati nel corso della sua storia.

Molto interessanti si sono anche rivelate le riflessioni proposte a tutto il gruppo da parte del prof. Gaetano Marabello, noto ricercatore e saggista,

a proposito della guerra di brigantaggio contro gli invasori piemontesi che vide protagoniste le genti lucane.

 

La prima tappa del viaggio ci ha portato a Stigliano e precisamente sui luoghi dove si svolse l’epica “battaglia dell’acinello”.

 

Questa battaglia vide contrapporsi da una parte l’esercito invasore piemontese e dall’altra migliaia di combattenti (chiamati dispregiativamente dai piemontesi “briganti”)

comandati dal gen. Borjes e da Carmine Crocco.

Ad accogliere il gruppo sul luogo della battaglia erano presenti anche il Sindaco ed il Parroco di Stigliano, che hanno voluto non solo dare a tutti il benvenuto

ma condividere alcuni momenti della giornata.

 

La dinamica della battaglia, che vide la schiacciante e meritata vittoria dei briganti, è stata poi magistralmente spiegata da Roberto Golisciano, attivista del Movimento Duosiciliano.

 

La seconda tappa ha portato il gruppo nel centro abitato di Stigliano, dove si è proceduto alla visita del palazzo che ospitò i capi dell’esercito brigantesco  Borjes e Crocco;

ci si è soffermati particolarmente dinanzi al balcone da cui questi si affacciarono, al termine della battaglia, dinanzi al popolo in delirio.

Da lì si è passati alla visita del centro storico e della Chiesa Matrice, ammirando al suo interno lo stupendo altare polittico cinquecentesco di scuola fiorentina

e l’ameno panorama delle colline lucane che si possono ammirare dal terrazzo del suo sagrato esterno.

 

Il pranzo è stato poi consumato presso un antico pastificio ristrutturato come struttura alberghiera;

anche questa scelta è stata non casuale, in quanto si è voluto far riflettere sull’importanza di non emigrare dalla nostra terra, cercando di “inventare” forme di lavoro sul territorio.

 

Durante il pranzo c’è stata anche la stupenda esibizione del gruppo “Briganti in Canto” guidati da Michele Zaccaro che, attraverso la musica e la recitazione,

ha invitato i presenti a riscoprire la storia del nostro passato e dell’invasione subita nel 1860 con un lavoro teatrale dal titolo “156 anni di bugie”.

 

Nel pomeriggio il gruppo è stato quindi portato a visitare l’allevamento di bufale della Ditta Egidio Golisciano (sempre a Stigliano),

assistendo con grande curiosità alle operazioni di mungitura delle bestie.

Anche questa visita non è stata frutto del caso ma si è voluto lanciare, ancora una volta, il messaggio di saper restare nella propria terra,

inventando nuove occasioni e nuove formule lavorative, capaci di offrire un futuro.

L’emigrazione, è stato ricordato, è un altro frutto avvelenato di quanto accadde nel 1860

ed è un fenomeno che va bloccato per arrestare quella emorragia di cervelli, di giovani e di forze vive che da oltre 150 anni sta impoverendo il nostro tessuto sociale.

 

L’ultima tappa del viaggio, sempre riferito al tema dell’emigrazione nato con l’invasione piemontese del 1860, è stata la visita della città fantasma di Craco.

 

Questa cittadina, che fino agli anni 60 del XX secolo contava migliaia di abitanti, si è completamente spopolata a causa di una rovinosa frana,

dovuta alla realizzazione di condutture idriche;

anche se il suo abbandono è stato causato da motivi naturali, Craco può essere additata come il simbolo delle Due Sicilie: realtà spopolata per l’emigrazione.

 

In tarda serata la gita storica si è finalmente conclusa.

 

A tutti i partecipanti è rimasta la gioia di aver visto e conosciuto realtà e situazioni che, solitamente, sono al di fuori dei soliti circuiti turistici.

 

 

A noi organizzatori è invece rimasta la gioia di aver lanciato tanti imput e tanti stimoli,

con la speranza che qualcuno possa aver sentito la curiosità di conoscere qualcosa in più riguardo il nostro antico e glorioso Regno delle Due Sicilie.

 

La Fondazione Francesco II – Delegazione Terra di Bari non può, infine, non esprimere il più sentito ringraziamento a Michele Ladisa, segretario del Mov. Duosiciliano,

e alla prof. Gabriella Sabato (Pres. dell’associazione Stella del Monte), per l’impegno e per la determinazione con cui hanno organizzato e diretto questa iniziativa,

innovativa sia per i metodi che per i destinatari.

 

L’augurio è quello di poter organizzare altre iniziative in tal senso, per poter continuare a diffondere le verità nascoste e dimenticate della nostra storia.

 

Re Francesco II è stato comunque presente in questa esperienza.

 

Lo è stato nel racconto della battaglia dell’acinello, in quelle grida che il popolo dei briganti fece risuonare in quella vallata, un tempo coperta di boschi e sentieri,

al momento di lanciarsi in combattimento.

 

“Viva Francesco II”: è stato l’eco di questo grido, raccontato ancora oggi dal vento di Stigliano e dai tanti che ne conservano gelosa e deferente memoria…

 

 

 

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FONDAZIONE FRANCESCO II DI BORBONE

 

DELEGAZIONE PUGLIE – TERRA DI BARI

 

 

 

COMMEMORAZIONE DI DON MASSIMO CUOFANO

 

A UN MESE DALLA SUA DIPARTITA

 

 

 

Un pomeriggio indimenticabile, vissuto nel nome e nel ricordo del carissimo don Massimo Cuofano, quello organizzato nella giornata del 3 giugno u.s. presso la sede del Movimento Duosiciliano a Bari.

 

Numerosissime le presenze di tanti amici che hanno voluto essere presenti; molti di loro commossi nel ricordo di una parola, di un gesto, di un sorriso dispensato a suo tempo dal nostro don Massimo nella semplicità profonda con cui sapeva instaurare con tutti rapporti di amicizia.

 

La commemorazione è iniziata alle ore 17:00 con la celebrazione della S. Messa di suffragio, officiata da don Luciano Rotolo, che nell’omelia ha voluto sottolineare le strane coincidenze tra la vita di don Massimo e quella di re Francesco II, esortando poi tutti a non disperdere il grande patrimonio culturale, ideale e spirituale che don Massimo ha lasciato a quanti si adoperano per una rinascita ed una riscoperta delle Due Sicilie.

 

A conclusione della celebrazione, come ci ha insegnato don Massimo, è stata letta dai convenuti la preghiera per la glorificazione di re Francesco II, invitando tutti ad adoperarsi a far conoscere la figura e l’opera del santo re; infatti in lui e nella sua sorte è simbolicamente racchiuso tutto il popolo duosiciliano: lui fu tradito, calpestato e impoverito come il suo popolo; lui glorificato e, si spera, un giorno canonizzato dalla Chiesa, diventa di conseguenza segno di riscatto per il suo e nostro popolo.

 

Terminata la S. Messa don Luciano, accompagnato dal Segretario Generale del Movimento Duosiciliano Michele Ladisa, ha benedetto prima una grande foto di don Massimo, collocata all’interno della sede, e poi la targa apposta all’ingresso, riportante l’intitolazione della stessa sede al nostro carissimo socio fondatore.

 

La benedizione, infine, si è poi conclusa con l’ascolto commosso dell’inno nazionale composto dal pugliese Paisiello.

 

La commemorazione è poi continuata con l’esibizione del gruppo teatrale “Briganti in canto” dove i bravissimi e insuperabili Angelantonio Aversana e Michele Zaccaro hanno proposto l’opera di Ferdinando Russo “o luciano d’ò rrè”. Un’opera densa, trasudante nostalgia per l’antico regno e per il suo re sentito sempre come un padre buono e premuroso; un opera che ricorda e mette a confronto la serenità e il benessere diffuso di un tempo con la problematicità e le pesanti difficoltà del presente, illuse da una libertà che nasconde solo il vuoto e lo strapotere di pochi.

 

La conclusione di tutta la commemorazione è stata infine tenuta da Michele Ladisa, segretario gen. del Mov. Duosiciliano, che ha invitato tutti a riscoprire la grandezza del proprio passato per poter costruire un futuro diverso sia per la nostra terra che per la nostra gente.

 

E proprio a Michele Ladisa tutta la Fondazione Francesco II di Borbone esprime la propria gratitudine più sentita: non solo per aver voluto e organizzato questo pomeriggio carico di riflessione, preghiera, cultura teatrale e amicizia ma per aver voluto anche dedicare alla persona di don Massimo la sede barese del suo movimento.

 

Michele ama chiamare questa sede “la casa dei duosiciliani” e in questa casa, attraverso l’intitolazione, anche don Massimo continua spiritualmente ad abitarvi e, ne siamo certi, a portare ancora il suo aiuto e il suo sostegno con lo stile della semplicità che lo ha sempre contraddistinto.

 

Grazie Michele Ladisa; grazie Movimento Duosiciliano; grazie don Massimo.

 

 

DON MASSIMO CUOFANO COMMEMORATO A BARI

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PER RICORDARE DON MASSIMO CUOFANO, SOCIO FONDATORE DELLA FONDAZIONE FRANCESCO II DI BORBONE

La notizia della prematura scomparsa del carissimo don Massimo Cuofano, socio fondatore della Francesco II di Borbone, ha suscitato reazioni di viva commozione e cordoglio in tanti compatrioti della Terra di Bari.

 

Per questo motivo, grazie particolarmente alla sensibilità e alla vicinanza di Lillino Ladisa e della prof. Gabriella Sabato (rispettivamente Segretario Generale del Movimento Duosiciliano e Presidente dell'Associazione La Stella del Monte), la nostra Delegazione di Terra di Bari ha voluto organizzare un momento di preghiera e di incontro nel nome di don Massimo.

 

L'appuntamento sarà a Bari, presso la "casa dei duosiciliani" al quartiere Poggiofranco, il prossimo sabato 3 giugno, a partire dalle ore 17:00.

 

Sarà celebrata da don Luciano Rotolo la S. Messa di suffragio e subito dopo si terrà uno spettacolo a cura del Gruppo Teatrale "Brigantincanto", che presenteranno la celebre opera di Ferdinando Russo "o luciano d'o Rrè".

 

Don Massimo ha visitato in passato la Casa dei Duosiciliani di Bari e in quella sede aveva anche preso la parola e partecipato  alle riprese televisive di Tele Trullo.

 

Siamo certi che il nostro carissimo socio fondatore, dal cielo parteciperà a questo momento d'incontro, con la sua proverbiale gioia e con il suo immancabile sorriso.

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IL GRANDE PONTE DI POLIGNANO IL GRANDE PONTE DI POLIGNANO

 

S. MESSA DELLE BANDIERE E COMMEMORAZIONE

DEL GRANDE PONTE FERDINANDEO

IN OCCASIONE DELLA FESTA NAZIONALE DELLE DUE SICILIE

 

Giornata memorabile e straordinaria quella vissuta domenica 11 dicembre 2016 nella splendida cittadina di Polignano a Mare da parte dei numerosi amici e iscritti alla nostra Fondazione e dai tantissimi compatrioti appartenenti a varie sigle, intervenuti dalle più svariate località.

 

Memorabile non solo per le particolari condizioni meteo, che hanno donato una giornata carica di solare luminosità ma, soprattutto, per la partecipazione di centinaia e centinaia di persone che hanno trasformato la S. Messa delle Bandiere con il relativo corteo che ne è seguito in una vera e propria festa di popolo.

 

Straordinaria per la presenza di un componente della Real Famiglia Borbone Due Sicilie che, nella persona di S.A.R. don Alessandro, non solo ha partecipato ma ha addirittura celebrato – in quanto sacerdote – la divina liturgia: sicuramente, questo, un primato nel primato se si aggiunge il fatto che dal 1860 non veniva celebrata una S. Messa delle Bandiere alla presenza di un Borbone.

Infine questa giornata può senz’altro definirsi così alla luce di un altro fatto: lo smascheramento della falsità storica, attuato per decenni dalla cultura cosiddetta “ufficiale” nei confronti del Grande Ponte della città, spacciato per murattiano. In realtà questo ponte, ancora oggi un vero e proprio capolavoro di ingegneria, grazie alle pazienti ed approfondite ricerche di archivio condotte dal nostro compatriota dott. Carlo De Luca, è risultato realizzato nel 1836 - in maniera assolutamente inoppugnabile - per ferma volontà di Re Ferdinando II.

Dinanzi a questa inaspettata ricerca anche le autorità comunali, con grande senso di rispetto nei confronti della verità storica, hanno deciso di porre una bellissima lapide marmorea all’inizio del grande ponte, che è stata benedetta e scoperta dall’illustre Principe don Alessandro.

 

Questa giornata era stata pensata sin da quando il sottoscritto, insieme all’altro nostro socio fondatore don Massimo Cuofano, si erano recati a Roma per invitare personalmente S.A.R. a Polignano; inoltre era stata preparata e organizzata  con cura insieme (come è nello spirito della nostra Fondazione che si ispira al pensiero di Re Francesco II che voleva l’unità) a tutti i rappresentanti dei gruppi e movimenti che si richiamano alle Due Sicilie presenti in Terra di Bari: Comitati Due Sicilie, Movimento Duosiciliano, Associazione Stella del Monte, Noiborbonici e il Il Carlino.

 

ACCOGLIENZA DI DON ALESSANDRO A BARI ACCOGLIENZA DI DON ALESSANDRO A BARI

L’evento si è sviluppato in tre momenti molto ricchi di significato.

 

Primo momento: l’accoglienza di S.A.R. don Alessandro a Bari

 

Questo primo momento si è svolto sabato 10 dicembre a Bari, presso la sede del Movimento Duosiciliano.

Qui S.A.R. è stato anzitutto intervistato dinanzi alle telecamere di Teletrullo, emittente locale pugliese. Spente le telecamere si è vissuto un momento di condivisione e di presentazione da parte dei gruppi presenti: Lillino Ladisa per il Movimento Duosiciliano, Fiore Marro per i Comitati Due Sicilie, Gabriella Sabato per l’Ass. Stella del Monte e don Massimo Cuofano per la Fondazione Francesco II.

L’incontro si è poi concluso con la degustazione di tipici prodotti pugliesi che sono stati presentati e spiegati all’incuriosito ospite reale.

LA GRANDE BANDIERA PORTATA IN CORTEO PER LE VIE DI POLIGNANO LA GRANDE BANDIERA PORTATA IN CORTEO PER LE VIE DI POLIGNANO

Secondo momento: la S. Messa delle Bandiere e il Corteo

 

Domenica 11 dicembre, invece, l’appuntamento era fissato per le ore 11:00 presso la Chiesa Matrice di Polignano a Mare, per la celebrazione della S. Messa delle Bandiere presieduta da S.A.R. don Alessandro.

Prima della messa il Principe si è soffermato a salutare amabilmente tutti i convenuti che, poco alla volta, cominciavano ad affollare la chiesa mentre il Battaglione di Linea “Lucania” girava le vie cittadine al suono dei tamburi, avvisando così la popolazione di quanto si stava per vivere.

Alla Messa sono intervenute le autorità civili e militari di Polignano ed è stata concelebrata dai soci fondatori della Fondazione don Luciano e don Massimo, dall’arciprete don Gaetano Luca, da Mons. Antonio Talacci (Assistente Spirituale dell’Ordine Costantiniano) e dal cappuccino p. Massimiliano Carucci. La chiesa era gremita e decorata di numerosissime bandiere delle Due Sicilie; il silenzio, gravido di attesa e di emozione per quanto si stava vivendo, è parso irreale.

Don Alessandro ha tenuto una magistrale omelia nella quale ha saputo sapientemente raccordare l’esperienza esistenziale, sociale e storica attraverso la categoria del “risignificare”, soffermandosi in modo particolare sulla necessità di riappropriarsi dei valori e dei significati che la Bandiera del Regno offre ancora oggi; inoltre ha auspicato un lavoro svolto in spirito di sintonia e di complementare armonia tra tutti coloro che si richiamano all’antico Regno.

Momento saliente della celebrazione è stata sicuramente l’antica benedizione alla bandiere che don Alessandro ha impartito passando tra le navate gremite della chiesa, mentre i convenuti improvvisamente le sollevavano, creando così uno scenario di maestosa solennità.

A conclusione della Messa, dopo i ringraziamenti, la nostra Fondazione ha voluto donare a S.A.R. don Alessandro una targa con la sua nomina a Socio Onorario; stessa nomina è stata poi trasmessa, tramite pergamena, all’arciprete don Gaetano per la sua premurosa ospitalità e collaborazione.

 

Subito dopo si è dato inizio al Corteo delle Bandiere che dalla Chiesa Matrice, per le vie cittadine, è giunto al Grande Ponte. Un corteo lungo, affollato e ricco di tantissime bandiere: tra tutte ne spiccava una enorme e coloratissima, donata dalla Tavola Meridionale di Roma e volutamente usata come tovaglia d’altare durante la Messa. Durante il corteo è stata fieramente portata da quattro giovani (segno della rinascita dei nostri valori) provenienti dalla Puglia, dalla Campania e dall’Abruzzo e, nel prossimo mese di febbraio, sarà issata dagli spalti della piazzaforte di Gaeta sia in memoria dei nostri eroi e patrioti defunti (passati e recenti) che come segno di rinnovata riconciliazione e unione fra tutti coloro che si richiamano all’antica Patria Napolitana. 

L'OMELIA DI S.A.R. DON ALESSANDRO TENUTA DURANTE LA MESSA DELLE BANDIERE L'OMELIA DI S.A.R. DON ALESSANDRO TENUTA DURANTE LA MESSA DELLE BANDIERE
IL CORTEO DELLE BANDIERE ARRIVA AL GRANDE PONTE DI RE FERDINANDO II IL CORTEO DELLE BANDIERE ARRIVA AL GRANDE PONTE DI RE FERDINANDO II

 

 

Terzo momento: la benedizione della lapide marmorea in memoria di Re Ferdinando II

 

Concluso il corteo delle bandiere si è dato inizio al terzo momento: la benedizione e lo scoprimento della targa in memoria di colui che realizzò la costruzione del ponte, il grande Re Ferdinando II.

Il dott. Carlo De Luca, autore delle ricerche che hanno restituito la verità storica su questa opera, con evidente emozione, ha riassunto le fasi della sua costruzione, l’impegno economico sostenuto, l’accurata progettazione e le finalità sociali legate alla sua realizzazione.

Anche il Vice Sindaco della città è intervenuto con parole di incoraggiamento a continuare la ricerca storica su un periodo storico e su un Regno che, purtroppo, ha subito l’ignominia e la denigrazione per il solo fatto di essere stato perdente con l’occupazione del 1860.

Anche S.A.R. ha voluto pronunciare alcune parole di incoraggiamento e di plauso dopodichè, con un lungo e scrosciante applauso, finalmente la bellissima targa è stata scoperta dinanzi al pubblico incuriosito e ammirato.

 

La manifestazione si è poi conclusa con un fraterno momento conviviale tra tutti i gruppi presenti.

LA TARGA COLLOCATA SUL GRANDE PONTE FERDINANDEO DI POLIGNANO A MARE LA TARGA COLLOCATA SUL GRANDE PONTE FERDINANDEO DI POLIGNANO A MARE

Notevole è stato l’interesse della stampa locale all’evento: alla S. Messa erano presenti sia le telecamere di Rai 3 che di Telenorba; il Corriere della Sera ha pubblicato la notizia con un lungo articolo mentre la Gazzetta del Mezzogiorno gli ha dedicato articoli per ben tre giorni delle sue edizioni; il giornale locale Fax è addirittura uscito con il seguente titolo in prima pagina: “Viva il Re”.

 

In serata S.A.R. don Alessandro è ripartito dall’aeroporto di Bari alla volta di Roma: visibilmente emozionato e impressionato da due giornate dove non solo ha sperimentato ( a suo dire) una luminosità tutta particolare del cielo ma soprattutto la gioia, l’affetto, la memoria e l’impegno di tanti a favore della Real Famiglia Borbone Due Sicilie e dell’antico Regno mai dimenticato.

 

E’ stato bello vedere il Principe porre tante domande, desiderare conoscere e intrattenersi affabilmente con tante persone; notare la sua sorpresa nel trovare gente che, a distanza di 150 anni, ancora ama e ricorda con gioia la sua famiglia; è stato bello vedere che, nonostante la stanchezza per due giornate davvero intense, in lui c’era la gioia di condividere con tutti noi presenti l’esperienza antica ma comunque aperta al futuro di un Regno che non è mai cessato e finito, poiché continua a pulsare e a vivere in tantissimi cuori.

 

Come l’antico grande ponte di Polignano: solido e massiccio da secoli, ben radicato nella roccia ma aperto allo stupendo scenario di un mare azzurro che si può ammirare dalla sua sommità…

 

 

don Luciano Rotolo

Delegato della Fondazione Francesco II

per le Puglie - Terra di Bari

 

scheda di presentazione del grande ponte di Polignano fatto realizzare da Re Ferdinando II nel 1836
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il manifesto della manifestazione affisso nella città di Polignano
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IL PIEGHEVOLE DEL GRANDE PONTE REALIZZATO DAL DOTT. CARLO DE LUCA
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L'EVENTO RACCONTATO DALLA STAMPA
CORRIERE DELLA SERA
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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
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FAX SETTIMANALE
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BISCEGLIE 15
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la Grande Bandiera portata in corteo al ponte la Grande Bandiera portata in corteo al ponte

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