EVENTO DI GAETA 10-12 Febbraio 2017

Gaeta Gaeta

La nostra Fondazione Francesco II di Borbone, sia attraverso due dei soci fondatori, don Luciano Rotolo e don Massimo Cuofano, sia attraverso diversi delegati e associati, ha partecipato attivamente  a questo scorso importante appuntamento a Gaeta.

 

Nel raccontare l’evolversi di questo straordinario appuntamento, vogliamo farlo ricordando l’invito che i giovanissimi e bravi allievi della Nunziatella  si fecero l’un l’altro all’indomani di quel  7 settembre 1860, dopo che l’infausto bandito Garibaldi entrò a Napoli. Questi giovani non vollero compromettersi ai vincitori, e per mantenere fermo il loro giuramento di fedeltà alla Patria delle Due Sicilie e al loro Re, abbandonarono Napoli lestamente, non lasciandosi corrompere da promesse e seduzioni, e decisero di raggiungere il loro Re a Gaeta. Nel partire l’un l’altro si dissero: <<Ci vediamo  a Gaeta!>>.

 

Gaeta è quindi diventata la “città della memoria”, il luogo significativo e importante per la nostra identità.  La città dove Re Francesco II, dal cuore napoletano,  e la Regina Maria Sofia, insieme a tanti che rimasero fedeli alla Patria Napoletana, assediati da mare e da terra dall’esercito piemontese e dai diversi mercenari raccolti dal denaro della massoneria, difendevano con coraggio la libertà, l’onore e la dignità del nostro popolo. È quindi diventata la città da dove parte un forte e importante messaggio di speranza, di concordia, di giustizia a quanti davvero si sentono uniti e appartenenti all’antica e immortale Patria delle Due Sicilie, e al motto degli eroici soldati: “un solo Dio, un solo Re!”.

 

Gaeta è stato il luogo dell'appuntamento di questi fedeli allievi, che non ebbero paura della strada da fare, dei nemici che li circondavano, della morte che avrebbero trovato. Di tanti soldati e civili, che guardavano al giovane Re e  a Gaeta come l'ultima speranza della libertà. Il luogo dell'appuntamento, che da diversi anni ormai, richiama tanti che desiderano fare memoria del loro passato, della loro storia dimenticata, dei loro eroi lasciati nell'oblio.

 

Gaeta deve dunque sempre più restare ed essere  “la città della Memoria”.  Per questo quell'invito: <<Ci vediamo a Gaeta!>> deve rimanere vivo tra tutti quelli che si ritrovano in questo grande e forte ideale identitario.

 

Bello l'incontro di questo 2017, che ha visto raccolti insieme centinaia di persone, diversi gruppi che hanno voluto vivere insieme questa “Memoria”, che hanno deciso di portare da ogni parte del Regno un mattone, una pietra, un poco di terra, un fiore, perché siamo noi, proprio noi, la voce dei vinti, la memoria di questa storia, il ricordo dei caduti, i testimoni della verità, quelli che potranno costruire per la nostra terra e la nostra gente, da 156 anni succubi di ingiustizie e iniquità, un futuro migliore e dignitoso.

 

Certamente tanto lavoro fatto in questi anni scorsi sta già portando dei risultati, e il ritrovarsi in tanti e così fortemente uniti, è già un grande passo avanti. Il vedere tanti giovani che si avvicinano al discorso identitario, ci incoraggia a continuare in questo forte impegno di “profezia”. E noi, come Fondazione Francesco II di Borbone, siamo sempre più convinti, che il nostro impegno e la nostra volontà di rivalutare sempre più positivamente la figura ottima di questo Re e poterlo vedere glorificato sugli altari, sarà un ulteriore passo alla glorificazione della storia delle Due Sicilie.

 

Ritorniamo ora alla cronaca di queste tre giornate, 10-11-12 febbraio,  vissute con serenità e amicizia.

 

Durante la celebrazione a Polignano: la Bandiera sull'Altare servita da tovaglia, e poi benedetta da S.A.R. don Alessandro di Borbone Due Sicilie, è quella che sventolerà a Gaeta Durante la celebrazione a Polignano: la Bandiera sull'Altare servita da tovaglia, e poi benedetta da S.A.R. don Alessandro di Borbone Due Sicilie, è quella che sventolerà a Gaeta

Non possiamo farlo senza ricordare che la nostra Fondazione, insieme ad altri movimenti e amici del mondo duosiciliano, ha preceduto al convegno di Gaeta un altro importante appuntamento, celebrato a Polignano a Mare in Puglia l’11 dicembre 2016. In quella felice occasione, dove abbiamo voluto celebrare “la benedizione delle Bandiere”,  in accordo a tutti i gruppi e movimenti, abbiamo voluto benedire una grande Bandiera delle Due Sicilie, innanzitutto come segno di unità alla Real Casa di Borbone Due Sicilie e al legittimo Capo, S.A.R. il Principe Carlo, Duca di Castro, al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, e a tutti quei movimenti e amici che ci saremmo poi visti a Gaeta. Infatti al termine di quella celebrazione, anche noi ci siamo detti l’un l’altro: <<Ci vediamo a Gaeta!>>. Nella celebrazione, poi, abbiamo voluto fare memoria di tutti i membri della Reale Famiglia defunti, con un particolare ricordo a Re Francesco II, abbiamo ricordato tutti gli eroi caduti nella difesa del Regno, e insieme anche tanti eroi che hanno speso tanta energia e impegno per la nostra memoria storica e che non sono più, con un ricordo particolare a Padre Paolo Capobianco. Ha presieduto questa celebrazione e appuntamento, gremito da una grande folla,  il Rev.mo Principe don Alessandro di Borbone Due Sicilie, lasciando davvero a tutti un grande messaggio identitario di speranza e fiducia.

 

Questa grande Bandiera che è stata posta sull'Altare durante la celebrazione della Santa Messa, come da tradizione, e poi benedetta da don Alessandro, sarà portata a Gaeta, e  assume un grande valore storico; essa in quell'occasione è stata affidata a don Luciano Rotolo e a don Massimo Cuofano dallo stesso celebrante, perché la custodissero fino all’appuntamento di Gaeta.

Ed eccoci finalmente a Gaeta venerdì 10 febbraio. Già nella tarda mattinata e poi nelle primissime ore del pomeriggio, si vedono per le strade della città tante bandiere, giunte insieme ai tanti gruppi e amici giunti al convegno.  Seppure confluenti da parti diverse, tutti diretti allo stesso punto, ci facevano proprio vivere intensamente quel “ci vediamo a Gaeta!”. I saluti, gli abbracci, i sorrisi, facevano vivere in maniera straordinaria l’importanza di questo evento. Gradita l’accoglienza e il saluto del “brigante” Antonio Ciano, sempre presente in prima linea sulle mura di Gaeta.

 

Anche noi come Fondazione, unitamente ad altri amici e gruppi presenti, abbiamo predisposto il nostro tavolo di riferimento, con bandiera, manifesto, locandine, depliants e immaginette varie.

Intorno alle 17,00 il primo appuntamento di questo convegno. Tutti i gruppi e movimenti presenti si sono ritrovati insieme nella saletta verde per condividere insieme la conoscenza, i progetti e le iniziative. Ha coordinato questo momento il prof. Gennaro de Crescenzo.

 

Don Massimo Cuofano è stato invitato a presentare la nostra Fondazione, con poche parole ne ha specificato gli scopi e i progetti, invitando tutti i gruppi e movimenti presenti ad aderire a questa nostra importante iniziativa.

 

Sabato 11 febbraio un giornata davvero particolare. Innanzitutto per la giornata in se, che ricorda la festa liturgica dell’Immacolata di Lourdes, e poi per l’evolversi dei diversi impegni. Come Fondazione non possiamo omettere la profonda devozione del popolo delle Due Sicilie all’Immacolata Concezione, ma in modo sentita e particolare del nostro Re Francesco, che si sentì anche attratto da Lourdes, dove per ben  due volte si è recato in pellegrinaggio.

 

La mattinata era anche predisposta per momenti liberi, ma diversi hanno preso parte a due importanti visite guidate. La prima al “Castello del Re”, nel castello angioino, dove tutti quelli che hanno partecipato hanno potuto incontrare Francesco II e la Regina Maria Sofia. Bellissimo momento vissuto nel cuore della Fortezza di Gaeta, dove i due amati sovrani hanno difeso l’onore della nostra Patria.

Una seconda visita guidata ha interessato la Gaeta Borbonica, dove tutti hanno potuto vedere da vicino posti e chiese care alla nostra storia.

Diversi invece  hanno preso parte alla presentazione del libro  “Il Reggimento Real Marina” di Salvatore Carreca.

Momento bello, commovente e importante quello del pomeriggio, che si è svolto intorno alle ore 15,00.  Tutti ci siamo ritrovati sul piazzale antistante l’hotel Serapo, per iniziare un significativo pellegrinaggio verso la parte superiore della Batteria Carlo V. Centinaie di bandiere issate, e tra tutte spiccava la  grande bandiera benedetta a Polignano, portata a mano da due delegati della Fondazione, da una ragazza membro del Movimento Neoborbonico, una signora del Movimento Duosiciliano e un giovane dei Comitati Due Sicilie, ma simbolicamente tutti i presenti portavano compatti questa bandiera. Un’ intervista è stata fatta ai due soci fondatori proprio riguardo quella bandiera,  ed è stato spiegato il valore simbolico e forte di essa, che dall’alto della Fortezza manterrà vivo a tutti la memoria di Francesco II di Borbone e di  quanti hanno sacrificato e sacrificano la loro vita per mantenere viva nei posteri la certezza che il “Regno delle Due Sicilie” sarà sempre vivo.

Ha guidato e coordinato questo momento Pino Aprile, che è stato il promotore di questa iniziativa  della posa dei  "primi mattoni” del Monumento per la Memoria dei Popoli delle Due Sicilie.

Su questi primi mattoni sono stati incisi i nomi delle tante città distrutte durante l’occupazione e il saccheggio dei piemontesi. Ha anticipato la posa dei mattoni l’inno delle Due Sicilie di Paisiello, cantato dalla Real Cappella Napolitana. Alle parole di Paisiello dedicate al Re sono state aggiunte altre dedicate alla nostra Patria, e che sono state scritte dal nostro delegato romano Carlangelo Schillimà Chiarandà.

Prima della posa dei mattoni l’attore Angelantonio Aversana ha letto un brano preso dall’ultimo libro di Pino Aprile, e che riguardava  tutte le città distrutte.

Dopo di che gli amministratori presenti e gli amici di tutti i movimenti hanno portato il proprio mattone sul luogo dove un giorno sorgerà questo monumento, e sopra di essi sono stati posati la terra e i fiori  provenienti dalla Campania, dalla Puglia,dall’Abruzzo e Molise, dalla Basilicata e Calabria, dalla Terra di Lavoro, dalla Sicilia.

 

Anche la Fondazione, attraverso don Massimo, ha deposto il proprio mattone, sul quale c'era scritto il nome della "città martire" di Montefalcione del Principato Ultra. La legione ungherese e l'esercito piemontese, nel luglio 1861, attraverso l'uccisione sommaria, a scopo di repressione e rappresaglia, saccheggiarono il paese e massacrarono diversi cittadini. Tra questi, fu fucilato anche Giuseppe D'Amore, un ragazzino di soli tredici anni.

 

Ha concluso questa suggestiva cerimonia la benedizione dei mattoni fatta da don Luciano Rotolo e don Massimo Cuofano. Subito dopo il Reparto in armi dei Tiragliatori Borbonici guidati dal Capitano Alessandro Romano, ha compiuto la cerimonia dell’ammaina Bandiera in ricordo dei nostri Caduti.

 Intorno alle 17,30 è iniziato nel Salone delle Feste dell’Hotel Serapo il consueto convegno, sul tema “Dalla Memoria all’Identità”. Ha coordinato i lavori di questo incontro culturale  Gennaro De Crescenzo. Dopo i saluti delle autorità presenti, tra le quali l’Avv. Franco Ciufo dell’Associazione Italiana dei Cavalieri Costantiniani, immediatamente i relatori ci hanno arricchiti con i loro interessanti interventi.

 

Pino Aprile ha relazionato sul senso della manifestazione “Un mattone e un fiore”; Marina Carrese dell’Editore “il Giglio” ha presentato l’interessante volume ristampato della storia delle Due Sicilie di De Sivo, relazionando sul tema:“De’ Sivo e la memoria del Sud”; Fiore Marro presidente dei Comitati Due Sicilie ha trattato sui “luoghi della memoria”; Pino Marino di Dunia Due Sicilie, ha presentato  “Briganti,  memorie e film”.Questo interessante incontro è stato arricchito dalla presenza di Eddy Napoli, che ha cantato diverse delle sue canzoni, tra le quali “malaunità”. La serata è  stata conclusa dal bellissimo concerto identitario del grande compatriota Povia ,che con il suo repertorio “A SUD” e trattando tematiche di grande interesse sociale,  ha fatto arricchire e commuovere tutti i partecipanti.

Noi della Fondazione abbiamo concluso la serata ospiti del Movimento Identitario Comitati Due Sicilie, che ha voluto festeggiare il primo decennale della propria fondazione. Oltre un  ricco buffet e il saluto del presidente Fiore Marro, il quale ha anche consegnato delle onorificenze, la serata è stata allietata dal canto dell’ Inno e di alcune villanelle a cura della Real Cappella Napolitana.

La terza ed ultima giornata, domenica 12 febbraio, è vissuto come momento di fede e di commemorazione. Verso le 9,30 ci si è ritrovati tutti al Santuario della Montagna Spaccata, dove alle ore 10 è  iniziata  la Santa Messa, officiata dal sacerdote don Natalino Di Rienzo,  che nella sua omelia, cala nel Vangelo la nostra esigenza di verità anche in ricordo di chi diete la vitaper difendere la Patria e la Fede. Hanno concelebrato don Luciano Rotolo e don MasssimoCuofano. Un bellissimo momento  di preghiera e di comunione in suffragio dei nostri martiri caduti per la libertà e la Fede.

 

Dopo la Messa L’Avv. Franco Ciufo, ricorda i difensori di Gaeta del 1860-61 e ringrazia i numerosi partecipanti. Dopo di che Don Massimo Cuofano, dopo una breve introduzione, conduce la preghiera per la beatificazione di Francesco II di Borbone

 

Prima di lasciare la Chiesa Don Luciano Rotolo consegna al drappello borbonico la Bandiera benedetta a Polignano da Don Alessandro di Borbone, e subito ci si porta presso la gloriosa “Batteria Carlo V”, per l’attesa “Alza Bandiera”, in onore degli Eroi di Gaeta, dove essa è stata innalzata sul pennone della Batteria Carlo V.  Questo Sacro Vessillo sventolerà sempre sulle mura di Gaeta, per ricordarci che la Patria delle Due Sicilie è sempre viva.

 

Questo momento così commovente ha chiuso l’evento, e tutti ci siamo salutati dandoci appuntamento per il prossimo anno.

Da queste pagine un grazie a quanti ci sono stati “compagni di viaggio” in questo importante evento, a quanti delegati e associati della Fondazione sono stati presenti ad esso, a quanti in questi giorni hanno aderito alla nostra Fondazione, a quanti ci hanno permesso di far conoscere e apprezzare il progetto della nostra Fondazione, che si poggia, seguendo i passi di Francesco II,  su 5 linee essenziali: Identità, Cultura, Fede, Solidarietà, Carità. Come più volte abbiamo espresso, la Fondazione desidera essere veicolo di incontro e unione tra quanti amano e apprezzano il buon Re e la nostra Identità delle Due Sicilie e restano uniti al legittimo Capo della Real Casa di Borbone Due Sicilie, il Principe Carlo Duca di Castro, che noi riconosciamo come presidente naturale e onorario della Fondazione.

 

Un grazie speciale va proprio a Lui, al nostro “Sovrano de Jure”, che ha inviato a tutti i partecipanti un bellissimo messaggio. Un grazie all’Associazione Nazionale dei Cavalieri Costantiniani d’Italia, presenti in tanti all’evento accompagnati dal nobile Avv. Franco Ciufo. Un grazie a quanti in primo piano hanno lavorato per la riuscita di esso, l’amico scrittore Pino Aprile, a Gennaro De Crescenzo e il suo Movimento Neoborbonico,  alla Fondazione il Giglio, a Fiore Marro e a tutti i membri dei Comitati Due Sicilie. Un grazie a Michele Ladisa e al Movimento Duosiciliano, ai fratelli Zavaglia e il gruppo di Gioiosa Jonica, al capitano Alessandro Romano e alla Rete Due Sicilie, a Davide Brandi e al gruppo di Lazzari e Briganti, all’amico giornalista Gino Giammarino, all’amico Pino Marino e a tutti della Daunia Due Sicilie, l’associazione “le ali di Checco”, a Carlo Capezzuto, a Matteo Vaia e la sua gentile signora, al carissimo stilista identitario e nostro associato e amico Salvatore Argenio e la sua gentilissima moglia Annamaria Pisapia, alla splendita corale della Real Cappella Napolitana e agli altri gruppi musicali presenti, a Angelantonio Aversana, Eddy Napoli e Giuseppe Povio che hanno reso vivo questo convegno con la loro voce; un grazie all'amico Aniello Sicignano, capo brigante, che ci ha promesso di venire ed è stato presente in prima fila domenica mattina, e un grazie ai tanti amici e gruppi presenti anche se non abbiamo potuto tutti nominare. Aldilà dei mattoni di pietra, ciascuno di noi siamo stati i “mattoni” autentici che manterranno viva la nostra Patria.

 

A Quanti ancora non l’hanno fatto, un invito accorato ad aderire alla nostra Fondazione Francesco II di Borbone, e permetterci di portare avanti il progetto che più ci sta a cuore, l’apertura della causa e la beatificazione dell’eletto e buon Re. La sua glorificazione sarà allo stesso tempo il riconoscimento della storia negata.