Evento a Bellante (Te) - ABRUZZO - 28 febbraio 2015 "Un regno, un popolo, una storia nascosta. Tra verità e menzogne… di ieri e di oggi."

Intervento di don Massimo Cuofano, che parla della figura di Francesco II di Borbone, e descrive le peculiarità della FONDAZIONE

 In questo intervento, che tutti hanno ascoltato e accolto con grande interesse, proprio partendo dal tema del Convegno, don Massimo ha tracciato la stupenda figura di Francesco II. 

Quante verità nascoste, quante menzogne, che non sono rimaste ferme ad ieri, ma che ancora oggi hanno il loro peso. Esse hanno condizionato in questi 154 anni trascorsi il nostro popolo, ma anche la figura di questo Re, che porta nella sua persona tutti i drammi e le ingiustizie subite dal popolo meridionale, ieri e oggi.
Quindi fare luce su di lui, e glorificare la sua persona, significa riportare onore e dignità a tutto il popolo meridionale, a quella Napoli, per la quale lui si è sacrificato, e della quale si sentiva vero figlio. Quanti luoghi comuni, e il più grave voler dire che i Borbone, e quindi lo stesso Francesco, fossero stranieri, spagnoli. Ecco la prima grande menzogna, la quale Francesco stesso ha contestato, con le sue parole, con il suo amore per la nostra terra, con la sua vita. "Io - disse Francesco - sono un principe italiano al quale ingiustamente è stata fatta guerra (da altri italiani)... io sono napoletano, qui sono i miei affetti". Quindi dobbiamo guardare a Francesco II come uno di noi, un figlio del Sud, un uomo della nostra terra. Non c'è figura più attuale a cui poter guardare, ed oggi più che mai lo diventa per la lotta alle ingiustizie e iniquità che ancora opprimono la nostra terra. Egli è stato, primo tra i meridionali, a subire calunnie, offese, inganni, tradimenti, il primo a cui è stato derubato il diritto alla sua terra, ai suoi beni, alla sua casa, alla sua famiglia, al suo lavoro. Il primo esiliato ed emigrato, costretto a vivere lontano dal sole di Napoli, e morire in un altra terra, che seppure fredda e straniera, ha avuto per lui affetto e accoglienza. Quindi c'è il dovere della Verità, di fare luce, di dire realmente la storia come è andata. Non come rimpianto del passato, ma per poter costruire un futuro nuovo, vero, più giusto. Tante volte molti semplificano il racconto di certe cose additandoci come nostalgici, Non è nostalgia, e guai se lo fosse, la nostalgia porta ai rimpianti, noi invece abbiamo voglia di costruire, di ridare speranza, di permettere ancora alla nostra gente di sorridere, e proprio nel nome di Francesco II; Lui è stato l'ultimo atto della nostra storia interrotta e della libertà e autonomia del nostro popolo, e deve diventare il segno della riscossa e della rinascita.
Con questa volontà è nata la Fondazione, che vuole raccogliere tutti gli scritti e i documenti che riguardano questo Re, per farne un archivio storico, e permettere studi e ricerche più approfondite sulla sua persona. Questo ci permetterà di scrivere nuove pagine sulla sua figura, di poterne trasmettere la conoscenza attraverso convegni, conferenze, i mass media. Perché un progetto importante della Fondazione sarà quello di promuovere la causa di beatificazione e canonizzazione di questo Re umiliato e bistrattato, perché ci sono le condizioni.

Ma la Fondazione, nata nel nome di Francesco II, proprio guardando a lui ha altri scopi e progetti da raggiungere. Essi sono racchiusi nei 5 scopi inseriti nel logo: Identità, Cultura, Fede, Solidarietà, Carità. 
I primi due riguardano l'identità e la cultura. Proprio da lui impariamo ad apprezzare e difendere la nostra Identità di duosiciliani, che vogliono rileggere il loro passato, ritrovare la propria memoria e costruire il futuro. Come Re Francesco, formato alla scuola di illustri maestri, dobbiamo essere gente di grande cultura. Egli fu un grande studioso delle scienze umani, di quelle teologiche, del diritto, e quindi non quel re inetto e debole, imbecille, che la falsa storiografia di ieri e di oggi vuole far credere. 
Come lui dobbiamo tenerci allenati e fermi nei nostri buoni Ideali, e ancor più nella nostra Fede cristiana. Da giovane, fino alla fine dei suoi giorni, fu un cristiano autentico, uomo di preghiera, fedele ai sacramenti e alle opere di carità. Proprio in questi tempi difficili, dove relativismo e dubbio vogliono prendere il sopravvento, dobbiamo con la nostra vita, con le opere, con la parola, annunciare il nostro Credo.
Ma lo sguardo di Francesco seppe guardare lontano, riaccendere speranza. Seppe essere, sin nei pochi mesi del suo regno, ma anche durante il precipizio della guerra, un uomo costruttivo. Ci sono tante testimonianze delle opere sociali che ha fatto, ma anche di solidarietà. Ma questa sua solidarietà non è finita con la fine del regno, è continuata dopo, in tante occasioni. La Fondazione proprio nel nome di Francesco II vuole essere proprio una testimonianza concreta di solidarietà e carità. Ma essa vuole vivere questa carità a favore dei bisogni e della gente della nostra terra (l'ex regno delle Due Sicilie). Oggi molti si interessano dei problemi di tanti che sono lontani, di altri paesi, ma non si riesce a guardare la povertà e la necessità del mio fratello che abita accanto a me, proprio girando l'angolo della mia strada. La Fondazione vuole prendere a cuore questa povertà. Don Massimo ha accennato ai bambini ammalati del sud a causa della terra dei fuochi, e delle difficoltà delle loro famiglie, raccontando anche delle stupende e meravigliosi cose che un gruppo di briganti campani sta facendo per questi. Queste sono le cose alle quali la Fondazione vuole dare il suo apporto, ai nostri bambini, i nostri vecchi e ammalati, le nostre famiglie, i nostri giovani. La Fondazione ha come obiettivi anche quelli di essere uno strumento di promozione sociale, spirituale, umana, culturale del nostro popolo. Dare impulso ai nostri giovani per indirizzarli nel mondo del lavoro e nella società. Essere custodi del futuro dei nostri bambini e delle nostre famiglie. Questa era la volontà di Francesco II, questo deve diventare il nostro impegno. Sarà proprio questa carità reale, concreta, che diventerà impulso alla glorificazione di Re Francesco II, e quindi alla glorificazione delle nostre genti delle Due Sicilie. 

 

Per fare tutto questo la Fondazione ha bisogno del vostro sostegno, della vostra adesione, della voce e delle mani di ciascuno. Grazie!