Prima Parte IL BAMBINO DEL MIRACOLO

Com’ è bella Napoli, questa stupenda capitale del Regno delle Due Sicilie, una delle più belle d’Europa insieme a Londra e Parigi. Tutti ne restano affascinati nell’ammirarla, e vedere la buona gente sempre allegra e vivace correre per le sue belle strade, tra i grandi edifici, le meravigliose  Chiese e il suo superbo Palazzo Reale. Da qualche giorno si nota un entusiasmo maggiore tra l’allegra gente partenopea.

 

Il saggio Re Ferdinando II si è sposato con la buona Maria Cristina di Savoia, e il popolo sta attendendo il suo arrivo con la graziosa Regina. Si sono sposati a Genova  il 21 novembre 1832,  nel santuario dell’Acqua Santa tanto caro alla buona Maria Cristina, ed ora sono tutti in festa  ed  entusiastica attesa, perché i due Sposi Reali stanno ritornando  nella splendida Napoli.

 

Il 26 novembre 1832  i due giovani regali, sí sono imbarcati da Genova  sulla fregata  Regina Isabella, e sono prossimi ormai  a giungere a Napoli. Infatti vi arrivano il 30 novembre, e sono  accolti da una folla festante e in preda all'entusiasmo, che ha sempre contraddistinto l'espansività dei napoletani.

 

 

I due sposi si vogliono davvero bene, e il caro Re  Ferdinando pensa alle sue tante insistenze per avere in sposa quella creatura straordinaria e bella. Anche la pia Maria Cristina, imparando a conoscere il suo buon Ferdinando, come spesso lo chiama, ripensa alle tante calunnie su quel Sovrano generoso e coraggioso, ed è felice di avere accettato  la sua proposta di Matrimonio, che aveva da subito accolto come “Volontà di Dio”. Più volte ripete a tanti: non credevo mai di poter essere così felice in questo stato, e che il mio Ferdinando fosse così buono e generoso con me.

 

La loro unione e il loro amore cresce, ed attendono di poter avere presto la gioia della nascita di un figlio, che avesse allietato e rinvigorito   quella felice unione. E mentre attende con speranza l'annuncio di questa attesa, che sembra  ritardare, la  dolce e  generosa  Regina   non manca di stare accanto al suo Re  come angelo, consigliera, amica sincera. E il buon Re, già propenso al bene, non si  lascia troppo pregare nell’esaudire il suo angelo, e nel mettere in pratica tutto il bene del suo popolo.

 

Essi non mancano di soccorrere   quelli che sono in necessità,  e accolgono sempre il popolo  per ascoltarne i bisogni,   e realizzare buone leggi.  Insieme creano  istituzioni benefiche, e opere sociali o religiose, per  la promozione sociale    e  culturale   delle Due Sicilie.  Il generoso Re  è attento ad ogni attività che possa rendere prospero e dinamico il suo Regno e promuovere la sua gente. Finanche nel campo della giustizia cerca di migliorare le leggi e le carceri, e mettendo l’uomo al centro delle sue attenzioni, una realtà da sempre fortemente presente nella monarchia borbonica, già propenso alla misericordia, ascolta volentieri la santa Regina, e di cuore perdona e concede grazia.

 

Anima generosa   e pia,  consacrata   alla Madonna sin da piccola,    è sempre   in preghiera. Da subito ha conquistato l'affetto di tutta la sua nuova famiglia, e con il suo esempio di amabilità, mitezza e grande devozione, alimenta sempre più in tutti lo spirito di preghiera e carità.

In particolare ha conquistato il Re, che seppure ha un carattere  forte e militare, alquanto popolano, la vicinanza di questo angelo lo rende dolce e gentile,  tanto da ammettere a se stesso  che questa pia  fanciulla  lo sta educando.

 

Alimenta nella corte napoletana, dove già tradizione e devozione sono vive da sempre, una fede sincera e autentica, resa ancora più viva dalla presenza continua di santi sacerdoti. Sempre più il buon Re Ferdinando, sinceramente  cattolico e devotamente  legato al Papa, non trascura mai unito alla sua Regina, di pregare il Rosario e partecipare alla Santa Messa, alimentando sempre più quella sua fede cristiana e la sua devozione.

 

Tra quelle più care è la devozione all'Eucarestia, dov'è presente Gesù in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, devozione che si trasmetterà fortemente a tutta la famiglia. Succede che diverse volte i due buoni Sovrani, mentre escono a passeggio  o per qualche impegno di governo, capita per strada di incontrare  un Sacerdote che porta il Viatico; dinanzi a Gesù, che viene portato a qualche moribondo, essi subito fanno  fermare la carrozza e ne scendono, e con profonda fede si inginocchiano anche nella polvere per adorare il Re dei re.  Quante volte succede questo, anche durante qualche pioggia torrenziale, ma essi sempre scendono dalla carrozza, e anche nel fango si inginocchiano, ad adorare la Divina Maestà.

 

La bella Regina, poi, ha conquistato grandemente  il popolo, e tutti  amano questa stupenda sovrana,  così candida nel suo sovente pallore, dolce nelle sue gesta, tenera  Madre  della Nazione.  Chi non può amare l’angelo buono, che ispira al  buon Re e a tutti sentimenti di  pietà, di preghiera, di carità? 

 

 

Sono tanti i suoi gesti   di affetto  e intercessione  verso questo  popolo  delle Due Sicilie, che  immediatamente in ogni regione  del Regno nascono fioretti che ne raccontano le virtù,  la  straordinaria veggenza, la fama angelica.

 

 

Tra i tanti sacerdoti che frequentano la Corte napoletana, e che diventano basilari consiglieri del Re e dei suoi ministri, vi è il santo frate francescano Ludovico da Casoria, ancora giovane studente, uomo di grande carità, devoto e fraterno amico del buon Re Ferdinando. Di lui si fa solerte collaboratrice la buona Regina, e insieme a lui    compie tante   opere di bene.  Già  tutti la  chiamano la Reginella  Santa

Ella  è così felice di tutte le cose belle di Napoli, di questo popolo meraviglioso, della sua nuova famiglia, che le vuole bene, del suo buon Ferdinando,che fa di tutto per farla felice, e lo scrive alle sue sorelle, e alle altre amiche a Torino: <<Non credevo di trovare tanta felicità qui a Napoli, e accanto al mio Re!>>. Una   sola   cosa  rattrista i due buoni coniugi  dopo  questi  primi anni di  Matrimonio, il  ritardo di   un   figlio, quell'erede che entrambi desiderano che  arrivi  al  più  presto.

 

Ella continua  a sperare e a pregare, perchè sa che il Signore  l'ha voluta Sposa e  Regina, per  mettere al mondo un  Re cristiano e santo.  Anche il buon Re  prega,  unendosi alla preghiera della sua amata Regina,  a  quella di  tutto  il  popolo che attende   l'arrivo di quel figlio.

La grande devozione dei Borbone si manifesta spesso nel recarsi in pellegrinaggio nei diversi santuari del Regno. In questi  essi animati dalla fede si fermano in preghiera. In  questi pellegrinaggi Ferdinando e Maria Cristina non mancano  di chiedere al Signore l'arrivo di un figlio.

 

 

Vi è un santuario che i due bravi sovrani amano entrambi, e si trova  in Mugnano del Cardinale,  nel distretto di Avellino del Principato Ultra. In questo santuario è viva la devozione verso una  santa taumaturga,  compatrona del Regno, la piccola Santa Filomena, venerata davvero in modo singolare.

 

Grazie  al sacerdote Francesco Di Lucia le  reliquie di questa piccola Santa, ritrovate  nelle catacombe romane, sono state traslate   in questa Chiesa,  nel maggio 1802. Da allora  la devozione verso questa Santa miracolosa,  è  andata crescendo sempre  di più   presso il popolo napoletano, che subito l’eleva come celeste compatrona. Questa mirabile devozione, cresce sempre più, specialmente dopo le visioni che ha avuto la mistica napoletana Madre Luisa Ascione, alla quale la stessa piccola santina è apparsa, raccontandole la storia della sua vita e del suo martirio. La stessa santa suora ne diventa una delle più ferventi devote, e propagatrice del culto.

 

Così sempre  più numerosi diventano  i devoti pellegrini che con devozione e amore accorrono da ogni parte ai piedi  della Santina di Mugnano.

 

Ancora una volta i due sovrani si fanno  pellegrini al santuario della piccola santa, dove spesso si recano. La Regina si commuove sempre dinanzi all'Altare di  questa fanciulla martire, e nel sentirne raccontare  la passione. Lo stesso Re è molto  devoto   della piccola santina, e nel rivolgersi a Lei si  notano sempre alcune lacrime  nei  suoi occhi sinceri. Quella volta  entrambi la  pregano intensamente, certi che la tenera Filomena li ascolterà, e porterà a Dio la loro supplica. Si raccomandano a lei  per il dono di un figlio.

 

La santa ascolta quella  loro preghiera, conosce la fede della buona Regina,  e conosce anche il cuore  del generoso Re Ferdinando. Ella innalza a Dio la supplica,  e intercede per essi il dono di quel figlio. Presto Maria Cristina  sentirà crescere in lei una nuova vita. Animati da questa  Speranza, e con gioia e commozione nel cuore, essi lasciano quel caro Santuario, certi di quel miracolo straordinario  che presto riceveranno.

 

Mentre attendono che si compia l’opera di Dio, i due buoni coniugi, sempre più legati l’uno all’altro, continuano insieme la vita di ogni giorno. Il saggio Re nella sua opera di buon governo, a servizio della sua terra e del suo popolo. La buona Regina  nelle sue opere di carità e di promozione cristiana, ravvivando sempre più la speranza della sua gente.

Finalmente la Divina Provvidenza, che dall’alto sempre guarda e sovviene le necessità di ciascuno, ammira la bontà della santa Regina, e anche la saggezza del buon Re, ne raccoglie le lacrime e le preghiere, raccoglie le preghiere di tutta la gente napoletana, e con amore sorride alla splendida Napoli,  ai due amabili sovrani.

 

Con la sua luce avvolge il dolce angelo, la pia Cristina, che ha donato al popolo napoletano e al buon Re Ferdinando, perché possa mettere al mondo questo figlio buono e straordinario.

 

 

Il Figlio della Santa.

 

   

         Il Bambino del Miracolo.