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LA BANDIERA E IL SUO POPOLO: PELLEGRINAGGIO 2018 - 19 DELLA BANDIERA NAZIONALE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE ATTRAVERSO LE PROVINCIE DELL'ANTICA PATRIA

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Le LL. AA. RR. i Principi Carlo e Camilla di Borbone Due Sicilie con la grande Bandiera Pellegrina delle Due Sicilie Le LL. AA. RR. i Principi Carlo e Camilla di Borbone Due Sicilie con la grande Bandiera Pellegrina delle Due Sicilie
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08 DICEMBRE 2018

 

LA S. MESSA DELLE BANDIERE A BARI CON LA GRANDE BANDIERA PELLEGRINA DELLE DUE SICILIE

 

        Anche quest’anno, in occasione della data dell’8 dicembre, festa della Vergine Immacolata Patrona delle Due Sicilie (e delle sue Armate di Terra e di Mare), in tutti i territori dell’antico Regno si sono svolte le tradizionali celebrazioni con la Benedizione delle Bandiere Nazionali.

 

Calabria, Napoli, Abruzzo e Puglia sono state protagoniste di questi importanti momenti di fede, di riscoperta storica e di riappropriazione della memoria rubata.

In Calabria una celebrazione si è svolta a Mongiana; l’altra a Paola, la città di san Francesco, il grande Santo calabrese anch’egli Patrono del Regno, ad opera di padre Casimiro o.m. e del prof. Angelo Ciampi.

 

In Abruzzo invece a Borgo Case Troiano, nei pressi di Pescara, nella forma tridentina.

 

A Napoli ci sono state ben due celebrazioni: una presso la chiesa di San Gaetano e l’altra presso la chiesa di S. M. Egiziaca (quest’ultima resa ancor più solenne e suggestiva grazie alla presenza del Primo Reggimento Re, recentemente costituitisi).

 

Anche nelle Puglie ci sono state ben tre celebrazioni: la prima a Bari, la seconda a Conversano presso la Parrocchia Carmine e la terza sempre in provincia di Bari (su richiesta degli organizzatori però non possiamo fornire ulteriori dettagli).

 

Dovrebbero esserci state altre celebrazioni ma fino ad ora non ci sono pervenute notizie.

 

Alla luce di tutto questo fermento di iniziative, che si registra in crescita di anno in anno, c’è davvero da rallegrarsi: l’antica Messa delle Bandiere, riscoperta pochi anni fa grazie alla tradizione orale trasmessa da don Paolo Capobianco, viene sempre più diffusa e partecipata.

Più saranno i luoghi dove ciò avverrà maggiore sarà raggiunto l’obiettivo di coprire sempre più il nostro territorio con questa importante possibilità di riscoperta storica e di identità come popolo.

 

Ci soffermiamo sulla celebrazione di Bari, a motivo della speciale ospite d’onore che l’ha resa unica: la Grande Bandiera Pellegrina delle Due Sicilie.

 

Questa bandiera, come è noto, è stata donata alla Fondazione Francesco II di Borbone dalla Tavola Meridionale di Roma; questo dono è finalizzato a un luogo tutto particolare per il cuore di ogni duosiciliano: Gaeta.

 

Infatti nel prossimo mese di febbraio 2019 sarà issata, con tutti gli onori, sui ruderi dell’antica fortezza da cui i nostri Sovrani e il nostro esercito, fino all’ultimo, cercarono di difendere l’indipendenza della Patria dalla vile aggressione piemontese.

 

Quest’anno la Grande Bandiera ha però vissuto un’esperienza davvero straordinaria: un cammino di pellegrinaggio attraverso le città e i territori delle Due Sicilie.

Abruzzo, Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia: sono state le regioni dove la Grande Bandiera è stata accolta con amore, rispetto e davvero tanta curiosità e tanta voglia di riscoprire un passato volutamente occultato o deformato dai vincitori.

 

Anche a Bari si sono registrati questi atteggiamenti da parte delle centinaia di persone coinvolte al suo passaggio.

La giornata è iniziata con un suggestivo corteo animato dagli amici del 13° Reggimento di Fanteria “Lucania” (Associazione Himago Historiae) che, guidati da Michele Ladisa – Segretario del Movimento Duosiciliano – hanno scortato la Grande Bandiera e accompagnato i numerosi presenti alla riscoperta dei siti borbonici di Bari: il fortino di Re Carlo, la piazza del Ferrarese, il luogo dell’incontro tra Francesco II e Maria Sofia freschi sposi, il teatro Piccinni, il palazzo dell’intendenza, la chiesa di San Ferdinando sono stati alcuni dei luoghi che sono stati presentati. Diverse persone – anche tra le numerose forze dell’ordine che erano stranamente presenti – hanno ringraziato per aver appreso informazioni e notizie che, a motivo del solito occultamento di tutto ciò che è borbonico, ignoravano.

 

Un ulteriore e prezioso servizio di informazione e di divulgazione, invece, veniva contemporaneamente condotto - in quello che fino al 1860 si chiamava il Corso Ferdinandeo - attraverso un gazebo animato dalla prof. Mariagabriella Sabato, Presidente dell’Ass. Cult. Stella sul Monte. Qui sono stati distribuiti ai cittadini baresi migliaia di volantini informativi e, a quanti mostravano desiderio di approfondimenti, sono stati avviati coinvolgenti dialoghi e confronti. A integrazione di questa bellissima attività di presentazione c’è stata anche la bancarella della Bottega delle Due Sicilie, di Matteo e Roberta Vaia, che hanno offerto la possibilità, a quanti lo desideravano, di poter acquistare libri di divulgazione e materiale oggettistico.

 

Alle ore 11:00 nella chiesa di San Giuseppe ha avuto inizio la S. Messa delle Bandiere, celebrata da don Luciano Rotolo (socio cofondatore della Fondazione Francesco II), assistito da don Nicola Bux, noto teologo e consultore presso diverse Congregazioni Vaticane.

 

Alla presenza di una chiesa gremita e davvero attenta e partecipe, si è vissuto l’antico Rito della Benedizione delle Bandiere, culminato con l’esecuzione organistica – al termine del sacro rito – dell’inno delle Due Sicilie di Paisiello mentre la Grande Bandiera Pellegrina veniva ostentata dinanzi all’altare.

Terminata la S. Messa delle Bandiere si è vissuto un secondo corteo della Bandiera che ha raggiunto la Cattedrale, il Castello Aragonese e si è finalmente concluso presso il gazebo informativo.

 

Grande davvero la soddisfazione e la gioia degli organizzatori; palpabile è stata invece la commozione e l’intima partecipazione di tutti i presenti, consapevoli di aver vissuto un eco di quella grandezza e di quella atmosfera che si viveva nella nostra antica Patria, quando era ancora ricca di dignità e di orgoglio.

Soprattutto ha riempito di gioia tutti noi il fatto che tantissima gente ha voluto avvicinarsi per chiedere approfondimenti ma, in particolare, il fatto che erano davvero numerose le persone capaci di riconoscere la Bandiera Nazionale durante il suo cammino per le strade di Bari: segno che tanta fatica nel recuperare, nel divulgare, nel raccontare sta cominciando davvero a portare frutto.

 

Un frutto che speriamo possa sempre più maturare e portarne altri.

 

Nel prossimo mese di febbraio la Grande Bandiera sarà innalzata sulla fortezza di Gaeta: anche Bari, attraverso la bellissima e riuscitissima giornata dell’8 dicembre 2018, sarà così presente nella cittadina che custodisce la memoria della nostra estrema dignitosa difesa.

 

 

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SANTA MESSA DELLE BANDIERE 2018 - PELLEGRINAGGIO DELLA GRANDE BANDIERA DELLE DUE SICILIE - TAPPA DI BARI

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LA GRANDE BANDIERA DELLE DUE SICILIE A NAPOLI, ANTICA CAPITALE DEL REGNO

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Giornate davvero intense, colme di emozioni

e soprattutto di grandi attenzioni riservate alla nostra amata Bandiera delle Due Sicilie,

che nei giorni 3 e 4 novembre 2018 ha finalmente raggiunto Napoli,

l’antica e gloriosa città capitale dell’antico Regno mediterraneo.

 

Ricchissimo il programma delle giornate napoletane

che si era organizzato e poi pienamente realizzato

grazie anche all’aiuto e alla collaborazione di tutti: di Giuseppe Cerchia (Consigliere della Fondazione),

dei Delegati della Fondazione di Napoli (dott. Civale) e di Sorrento – Amalfi (dott. Crescenzi),

dei vari associati e, in modo particolare,

degli “angeli custodi” della Bandiera - Sig. Michele Ladisa e prof. Mariagabriella Sabato - del Movimento Duosiciliano.

 

La prima tappa ha visto il passaggio del sacro vessillo presso il Duomo metropolitano,

che custodisce le preziose reliquie di San Gennaro;

 

la seconda tappa, invece, sempre nella serata di sabato 3 novembre,

presso il Teatro Mediterraneo per partecipare alla festa dei venticinque anni di attività del Movimento Neoborbonico;

 

la terza tappa, di natura molto intima, il giorno successivo

presso la chiesa di S. Maria e S. Gennaro al vico Molo alle Due Porte,

sede della Delegazione Napoletana della Fondazione Francesco II di Borbone;

 

la quarta tappa presso la Basilica Reale di S. Chiara, sede delle Tombe Reali Borboniche;

 

la quinta e ultima tappa, infine, presso la Reale Basilica di San Francesco di Paola

per la S. Messa alla presenza della Real Famiglia, che ha festeggiato il genetliaco di S. A. R. il Principe Carlo

e di S. A. R. la Principessa Ereditaria Maria Carolina

nonché il ventesimo anniversario di nozze delle LL. AA. RR. Carlo e Camilla di Borbone Due Sicilie.

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PRIMA TAPPA NAPOLETANA: IL DUOMO METROPOLITANO

Nella fastosa atmosfera della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, carica di fede e di arte,

sabato 3 novembre si è svolto un importante e significativo “Concerto per la Pace”,

organizzato dai Club Unesco di Bisceglie e di Napoli e patrocinato dalla Regione Campania,

dalla Regione Puglia, dai Comuni di Terlizzi, di Bisceglie, dal Corpo Consolare presente nella Città di Napoli,

dalla Real Deputazione dal Museo del Tesoro di San Gennaro e dal Comune di Napoli.

 

A questo concerto ha dato anche la sua adesione la Fondazione Francesco II di Borbone

in virtù del costante impegno a favore della pace, mostrato in ogni circostanza, dall’ultimo Sovrano delle Due Sicilie.

 

La manifestazione ha visto l’esibizione, dinanzi a centinaia di spettatori, di diversi cori di ragazzi e di adulti,

che si sono alternati con canti del repertorio classico e religioso.

 

Tra la prima e la seconda parte, dopo i saluti espressi dal rappresentante del Comune di Napoli,

del vice presidente del Consiglio Regionale Pugliese dott. Gatta, dei Sindaci di Terlizzi e di Bisceglie,

della prof. Pina Catina (del Club Unesco di Bisceglie) e del Duca Riccardo Carafa D’Andria

(a nome della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di S. Gennaro),

si è svolta la commovente cerimonia del passaggio della Bandiera delle Due Sicilie.

 

La nostra gloriosa Bandiera è stata allora portata al centro della Cappella da diversi soci e delegati della Fondazione

– rivestiti per l’occasione di una speciale fascia con il logo, preparate del Delegato di Napoli dott. Massimo Civale –

e qui, dinanzi al pubblico che immediatamente e spontaneamente è scattato in piedi, è stata aperta e presentata.

 

Un coro di meraviglia e di gradita sorpresa si è diffuso nell’aria;

tanti – ad alta voce – hanno pronunciato frasi di approvazione del tipo: “è bellissima”.

 

Don Luciano Rotolo ha poi provveduto a presentare il significato della Bandiera

e del suo pellegrinaggio nonché ad illustrare i profondi valori che essa sottende.

 

Ancora una volta è stata raccomandata la conoscenza dei nostri antichi simboli e valori che, purtroppo,

da oltre centocinquant’anni vengono colpevolmente consegnati all’oblio e alla dimenticanza,

facendo così venire meno l’orgoglio di un popolo che, invece, proprio da questi simboli dovrebbe rilanciare il proprio futuro.

 

Al termine della manifestazione la nostra grande Bandiera

è stata rispettosamente ripiegata per essere portata alla sua seconda tappa nella città di Napoli.

 

 

 

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SECONDA TAPPA NAPOLETANA: IL TEATRO MEDITERRANEO PER I VENTICINQUE ANNI DI ATTIVITA’ DEL MOVIMENTO NEOBORBONICO

LA FAMIGLIA REALE DELLE DUE SICILIE LA FAMIGLIA REALE DELLE DUE SICILIE

Impossibile descrivere la ricchezza dei momenti vissuti al Teatro Mediterraneo,

all’interno della Mostra d’Oltremare, nella serata dedicata alla venticinquennale attività del Movimento Neoborbonico;

una serata impreziosita dalla presenza della Real Famiglia Borbonica delle Due Sicilie,

simbolo vivente della nostra storia, dei nostri valori e del nostro futuro.

 

All’interno di un variegato programma

che prevedeva esibizioni canore di artisti come Eddy Napoli e Povia,

di complessi come i Napulitanata e di cabarettisti come Paolo Caiazzo,

intervallati da premiazioni a quanti ancora oggi rendono grande il nome delle Due Sicilie

attraverso l’impegno sociale e aziendale,

la nostra Fondazione è stata chiamata a presentare la Grande Bandiera delle Due Sicilie

alle oltre milleduecento persone presenti in sala.

 

Grandissima la gioia e l’emozione di aprire il nostro sacro vessillo dinanzi alla Famiglia Reale

e tantissima la soddisfazione nell’ascoltare poi - a fine serata - le parole di approvazione e di complimenti

rivolteci affabilmente e benevolmente da S. A. R. la Principessa Camilla

e da S. A. R. la Principessa Beatrice (quest’ultima da sempre vicina al nostro compianto don Massimo Cuofano e alla nostra Fondazione).

 

Anche nella sala teatrale gremita è stato spiegato il senso del pellegrinaggio

che la nostra amata grande Bandiera sta compiendo da mesi negli antichi territori del Regno delle Due Sicilie.

 

Sul palco presente anche un rappresentante del Comune di Gaeta,

che ha dato l’appuntamento per il prossimo mese di febbraio al nostro vessillo,

per essere finalmente issato sugli spalti di quella fortezza che fu testimone dell’eroismo di Francesco II, della regina Maria Sofia

e di tanti giovani soldati del nostro Regno; un regno tradito ma sempre indomito e indomabile.

 

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TERZA TAPPA NAPOLETANA: LA GRATA MEMORIA E L’AMICIZIA DEL CUORE

La nostra gloriosa Bandiera, presente a Napoli il 3 e 4 novembre 2018,

non poteva mancare di visitare l’antica chiesa di “S. Maria e S. Gennaro” a vico Molo alle Due Porte,

sede - dallo scorso mese di gennaio – della Delegazione Napoletana della Fondazione Francesco II di Borbone.

 

Questa sede, guidata egregiamente dal dott. Massimo M. Civale,

è dedicata alla santa memoria di don Massimo Cuofano, Socio Fondatore e ispiratore della Fondazione,

che aveva a suo tempo avviato i contatti con i “Poveri Cavalieri di Cristo – Templari” – che gestiscono da anni la suddetta chiesa –

affinchè potesse divenire anche luogo della Fondazione, in quella Città che Francesco II ha tanto amato e servito.

 

Una tappa, quella vissuta domenica mattina 4 novembre, molto intima, semplice,

alla presenza di pochi, ma davvero sentita e carica di grata memoria

e di affettuosa amicizia nei riguardi di una persona – don Massimo  - che tanto si è speso per le Due Sicilie e per l’onore di Re Francesco II.

 

E’ stata davvero la tappa del cuore e della gratitudine.

 

La grande Bandiera è stata portata solennemente nella chiesa e dispiegata sull’altare;

dinanzi ad essa e dinanzi a Colui che tutto regge e può,

è stata poi presentata la corale preghiera in suffragio di don Massimo che, ne siamo certi,

dal cielo avrà goduto di questo momento semplice ma carico di commozione.

 

Era presente anche un Cavaliere Templare che, a nome del suo sodalizio, ha preso in consegna la Bandiera e si è unito alla nostra preghiera.

 

La presenza nella chiesa delle immagini di Re Francesco II e di sua madre, la beata Maria Cristina,

è stata anche l’occasione per ricordare alcune vicende biografiche legate alla famiglia Borbone Due Sicilie.

 

Al termine di questo momento, dando uno sguardo all’incantevole panorama del Vesuvio, del golfo e della città

che si gode egregiamente dalla nostra sede, la grande Bandiera delle Due Sicilie ha preso la strada per un altro importante appuntamento:

quello con le Tombe Reali che custodiscono, in attesa della resurrezione, i resti mortali della famiglia Borbone Due Sicilie.

 

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QUARTA TAPPA NAPOLETANA: PRESENTI DINANZI A CHI HA DATO INDIPENDENZA, LUSTRO E ONORE ALLA PATRIA

 

Nella serata di sabato 3 novembre la grande Bandiera delle Due Sicilie ha omaggiato la Real Famiglia Borbonica

–  simboli viventi del nostro passato e del nostro futuro - presente alla manifestazione presso il Teatro Mediterraneo,

in occasione dei venticinque anni del Mov. Neoborbonico.

 

Non poteva però mancare l’omaggio a tutti quei Sovrani che, nella loro vita, hanno amato e servito le Due Sicilie,

donando ad esse libertà e indipendenza da ogni dominio straniero e assicurando prosperità e crescita in tutti i campi.

 

Per questo motivo era assolutamente necessario far passare la grande Bandiera presso la Reale Basilica di Santa Chiara,

che custodisce le Tombe Borboniche; tra queste c’è anche la sepoltura del nostro caro Re Francesco II

– al quale si ispira la nostra Fondazione - che finalmente, dal 1984,

riposa nella sua amata Napoli insieme alla sua sposa Maria Sofia e alla loro bambina Maria Cristina Pia.

 

Anche questo momento è stato vissuto in un clima di grande intimità e semplicità,

richiamando al tempo stesso l’attenzione favorevole di tanti fedeli e turisti, presenti in quel momento nella monumentale basilica.

 

La grande Bandiera è stata aperta con l’esecuzione dell’Inno Nazionale delle Due Sicilie

seguito subito dopo dall’inno in onore di Re Francesco II

(musicato anni fa dal maestro F. Dello Spirito Santo, consigliere della Fondazione Francesco II di Borbone).

 

La superba esecuzione dei due inni è stata realizzata dagli amici della Real Cappella Napoletana che,

come sempre, hanno dato il meglio della loro arte e della loro bravura.

 

Dopo l’esecuzione degli inni è stato vissuto un breve momento di preghiera in suffragio dei reali defunti sepolti nella Basilica

in attesa della resurrezione, mentre la grande Bandiera veniva rispettosamente ripiegata.

 

All’esterno della Basilica, con nostra grande e gradita sorpresa, diverse persone si sono fermate incuriosite

a chiedere delucidazioni sul significato della nostra Bandiera e sul suo pellegrinaggio:

è il segno di una volontà di conoscere le radici ormai negate e nascoste da troppo tempo…

 

Per questo motivo ci sarebbe piaciuto porre in atto anche il segno di un piccolo corteo con la Bandiera

ma i tempi, da quello che si è riscontrato, non sono ancora maturi;

ci si è quindi accontentati di una bella foto sotto lo sguardo materno della Vergine Immacolata,

che i nostri Sovrani innalzarono nella piazza del Gesù come memoria dell’indipendenza e della libertà ritrovate.

 

 

INNO IN ONORE DI RE FRANCESCO II
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L'INNO NAZIONALE DELLE DUE SICILIE
inno paisiello S. Chiara.mp4 [6.19 MB]
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QUINTA TAPPA NAPOLETANA: LA S. MESSA NELLA REALE BASILICA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

 

Le intense giornate napoletane, che hanno visto il passaggio della grande Bandiera delle Due Sicilie nell’antica e gloriosa Capitale del Regno,

si sono concluse con la celebrazione della S. Messa nella Reale Basilica di San Francesco di Paola,

Patrono (insieme alla Vergine Immacolata) del Regno delle Due Sicilie, ancora una volta alla presenza della Famiglia Reale.

 

La Basilica di San Francesco di Paola, come è noto, sorge di fronte al Palazzo Reale

e fu edificata in brevissimo tempo per volere di Re Ferdinando I, come scioglimento di un voto fatto al grande Santo calabrese;

il Re infatti, durante l’esilio siciliano a motivo dei moti repubblicani e dell’occupazione francese,

aveva promesso al Santo di Paola questo segno di devozione, se questi avesse ottenuto da Dio la grazia di poter tornare a Napoli e di restaurare il Regno.

 

La nostra Fondazione fino all’ultimo aveva sperato di poter compiere, in questa occasione,

un significativo corteo con la Bandiera; inizialmente si pensava addirittura dalla Basilica di S. Chiara

poi dalla chiesa di San Ferdinando: purtroppo il timore della pioggia ha fermato quanti erano stati da tempo invitati.

 

La S. Messa è stata celebrata da S. Ecc. Rev.ma Mons. Andrea Mugione, Arcivescovo Emerito di Benevento

e concelebrata da diversi sacerdoti; tra questi anche don Luciano Rotolo in rappresentanza della Fondazione Francesco II di Borbone.

 

Davvero sentita e commossa la partecipazione di tutti, grazie anche alla presenza del Coro della Basilica

a cui si sono aggiunti gli amici cantori della Real Cappella Napoletana che, ancora una volta,

hanno eseguito magistralmente sia l’Inno Nazionale delle Due Sicilie che l’Inno della Fondazione a Re Francesco II.

 

Al termine della S. Messa, nella quale si ringraziava il Signore per i venti anni di felice matrimonio tra le LL. AA. RR. Carlo e Camilla di Borbone,

il Principe Carlo – che anni addietro abbiamo unanimemente nominato Presidente Onorario della nostra Fondazione – prendeva la parola

ringraziando tutti i presenti e annunciando la sua decisione riguardo un maggiore coinvolgimento delle sue figlie nell’Ordine Costantiniano.

 

Mentre i celebranti si stavano recando in sacrestia, don Luciano Rotolo, a nome di tutta la Fondazione,

ha avuto l’occasione di porgere a S. A. R. la Principessa Ereditaria Maria Carolina gli auguri più deferenti e affettuosi per il suo genetliaco,

omaggiandola anche della speciale medaglia riportante il Logo stesso della Fondazione.

 

Mentre i Principi stavano lasciando la Basilica, è stata dispiegata la grande Bandiera pellegrina che, con nostra grande gioia,

è stata prontamente notata da S. A. R. la Principessa Camilla.

 

La nostra cara Principessa non solo si è spontaneamente e simpaticamente avvicinata a tutti noi che mostravamo il sacro vessillo

ma si è soffermata a chiedere ulteriori informazioni sul suo cammino per le città dell’antico Regno;

inoltre, visibilmente soddisfatta per quanto compiuto, ha voluto chiamare accanto a sé il Principe Carlo per delle fotografie.

 

Queste foto sono state senz’altro il dono più bello che ha suggellato tutta la fatica e l’impegno di questi mesi.

 

Fatica e impegno che continuano con le prossime tappe della grande Bandiera delle Due Sicilie, ancora pellegrina per le città dell’antico Regno.

 

 

S.A.R. LA PRINCIPESSA MARIA CHIARA DI BORBONE DUE SICILIE S.A.R. LA PRINCIPESSA MARIA CHIARA DI BORBONE DUE SICILIE
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LA BANDIERA DELLE DUE SICILIE A CASERTA

Dopo le tappe calabresi

la grande Bandiera delle Due Sicilie

ha ripreso il suo pellegrinaggio per le città dell'antico Regno

per restituire, attraverso la sua alta simbologia, la memoria rubata e la dignità perduta.

 

Sabato 13 e domenica 14 ottobre la nostra Bandiera sarà a Caserta,

città che trasuda la ricchezza della nostra storia.

 


In particolare sarà accolta dagli amici dei Comitati Due Sicilie,

guidati dal carissimo Fiore Marro, riuniti nel loro Congresso.

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LA GRANDE BANDIERA NELLE CALABRIE

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LA PRIMA TAPPA CALABRESE DELLA GRANDE BANDIERA: MONGIANA

 

LE SORPRESE DELL’AMORE…

 

Davvero una tappa che ha presentato le sorprese dell’amore,

quella vissuta dalla grande Bandiera Nazionale delle Due Sicilie, impegnata nel pellegrinaggio attraverso le strade e le città dell’antico Regno.

 

Perché spontaneo, sentito e manifestato apertamente è stato l’amore mostrato nei confronti dell’antico vessillo,

simbolo dei napolitani e dei siciliani, da parte della popolazione e di quanti sono intervenuti alla sua prima tappa calabrese,

che ha visto protagoniste le cittadine di Mongiana (Vibo Valentia) e di Ardore (Reggio Calabria).

 

La grande Bandiera, proveniente dalla Sicilia, dopo aver attraversato “il faro

è pervenuta a Mongiana nella giornata di sabato 22 settembre 2018.

 

Mongiana è uno dei luoghi simbolo delle Due Sicilie.

 

Infatti sotto l’illuminato governo borbonico era uno dei siti ad altissima concentrazione industriale che, all’epoca,

rendevano la Calabria una delle regioni più industrializzate e avanzate.

 

Si stima che fossero impiegati oltre duemila operai.

 

Tutta la zona brulicava di attività: da quelle estrattive delle miniere a quelle del legname, dagli altiforni delle acciaierie alla Real Fabbrica di armi;

il tutto contornato da un continuo flusso di vetture e carri che trasportavano i materiali sino al porto di Pizzo, per essere poi portati in tutto il Regno.

 

Dopo la conquista piemontese il sito venne acquistato all’asta da un garibaldino che, nel giro di pochi anni,

portò al declino di tutte le attività produttive, ai licenziamenti e, infine, alla dismissione di tutta l’attività;

i macchinari vennero quindi smontati e inviati a Terni, dove il governo piemontese (autoproclamatosi nel frattempo italiano)

aveva stabilito di impiantare delle acciaierie, ancora oggi funzionanti.

 

        La grande Bandiera delle Due Sicilie, appena giunta a Mongiana,

è stata accolta dalle autorità civili rappresentate dal Sindaco dott. Bruno Lorfida,

dal Parroco don Ferdinando Fodaro, dalla Presidente Pro Loco dott. Morena Pisano,

e da numerose persone giunte appositamente per partecipare a questo particolare momento di riappropriazione delle nostre radici.

 

Particolarmente significativa è stata la presenza di una bella rappresentanza di alunni della locale Scuola Primaria,

accompagnata dalle docenti, nonostante il sabato fosse giorno di chiusura della scuola.

 

Sono stati proprio i piccoli alunni, in compagnia delle locali autorità civili e religiose,

a portare processionalmente la Grande Bandiera all’interno di quella che era la Real Fabbrica delle Armi (ora museo).

 

Giunti nella grande sala museale, il rev.mo parroco don Ferdinando ha impartito la Santa Benedizione alla Bandiera,

illustrandone valori e significati; soprattutto ricordando ai ragazzi l’importanza di non smarrire mai le radici storiche e culturali da cui proveniamo.

 

Terminato il momento religioso è iniziato il convegno culturale a cui ha assistito una bella platea di persone attente e partecipi.

 

Dopo l’introduzione e i saluti della dott. Pisano, Presidente della Pro Loco, c’è stato l’intervento del Sindaco dott. Lorfida

che ha voluto tracciare la storia delle “Ferriere di Mongiana” sottolineando, al tempo stesso,

l’impegno profuso dall’amministrazione nel restituire ai siti dignità e fruibilità attraverso imponenti opere di restauro.

 

E’ quindi seguito l’intervento di don Luciano Rotolo, della Fondazione Francesco II di Borbone,

che ha voluto presentare a tutti il significato e i valori umani presenti e sottesi nel vessillo nazionale delle Due Sicilie;

un vessillo che tutti, come accade in altre regioni dell’attuale stato italico per le bandiere preunitarie,  dovrebbero amare e conoscere.

 

Al giornalista Michele Ladisa, Segretario del Movimento Duosiciliano,

è toccato invece portare il discorso, finora svolto, dal piano storico culturale a quello della odierna quotidianità,

vissuta in quella realtà che dal 1861 ha preso il nome di “sud” o “mezzogiorno”.

Attraverso provocazioni ed esempi stringenti  ha esortato i presenti non solo a riappropriarsi del proprio passato

ma a dare una svolta al proprio presente, per costruire un futuro diverso per le nostre terre e per le nostre popolazioni.

 

Tutto questo corposo momento culturale è stato moderato dalla prof. Mariagabriella Sabato,

Presidente dell’associazione “La Stella del Monte”, che ha anche presentato la Rassegna di Autori Gigliati.

Questa rassegna, in concomitanza con il pellegrinaggio della Grande Bandiera,

sta presentando e portando al grande pubblico tutti quegli autori letterari che hanno trattato temi legati alle Due Sicilie nella loro produzione culturale.

 

Concluso il convegno, la Pro Loco ha accompagnato quanti lo desideravano

a visitare i siti degli altoforni e dell’antica acciaieria, recentemente restaurati e restituiti al pubblico.

 

Al termine della visita, la grande Bandiera è stata rispettosamente piegata per riprendere il suo cammino in terra calabrese,

lasciando, a tutti noi che l’abbiamo accompagnata, la gioia di esserci sorpresi nel vederla ancora oggi così amata e rispettata.

 

Segno di una Patria ancora viva e vitale.

 

LA FOTO SIMBOLO DI MONGIANA: IL PICCOLO FRANCESCO CHE SORREGGE LA BANDIERA NAZIONALE LA FOTO SIMBOLO DI MONGIANA: IL PICCOLO FRANCESCO CHE SORREGGE LA BANDIERA NAZIONALE
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LA SECONDA TAPPA CALABRESE DELLA GRANDE BANDIERA: ARDORE

 

LA TAPPA DI ARDORE: AMORE, SIMPATIA, CURIOSITA' E TANTA VOGLIA DI RISCOPERTA.

 

La seconda tappa calabrese della Grande Bandiera delle Due Sicilie in terra calabrese

ha visto protagonista la bellissima cittadina di Ardore, in provincia di Reggio Calabria.

 

Questa tappa è stata resa possibile dall’Associazione Due Sicilie, presieduta dalla prof. Mariolina Spadaro,

coadiuvata dall’avv. Pasquale Zavaglia e dal sig. Franco Zavaglia.

Inoltre fondamentale è stata la disponibilità, l’ospitalità e l’entusiasmo prontamente mostrati dal Parroco don Nicola Commisso,

che ha dato l’assenso ad ospitare tutta la manifestazione in chiesa.

 

La grande Bandiera delle Due Sicilie è giunta ad Ardore nel pomeriggio di Domenica 23 settembre 2018,

anche qui accolta dalla curiosità e dalla simpatia della popolazione.

 

In chiesa si è anzitutto vissuto un momento di formazione culturale

incentrato sul significato della bandiera delle Due Sicilie, sulla sua genesi e sui suoi valori ancora oggi attuali e carichi di insegnamenti.

 

Tutto ciò è stato esposto dalla prof. Mariolina Spadaro, della Università Federico II di Napoli,

che ha voluto ricordare il lungo processo di formazione della Bandiera Nazionale delle Due Sicilie

partendo dal simbolico Trono di Ruggiero il Normanno che, nel 1130, diede inizio all’antico secolare Regno.

 

Dopo aver analizzato questi aspetti fondamentali per comprendere la Bandiera è toccato a don Luciano Rotolo, della Fondazione Francesco II di Borbone,

approfondire il tema della bandiera delle Due Sicilie, sottolineando come veniva intesa la regalità e la struttura dello stato da parte della dinastia dei Borbone.

 

Infine Michele Ladisa, Segretario del Movimento Duosiciliano,

ha ancora una volta calato le tematiche della Bandiera nella situazione attuale che le nostre popolazioni vivono e affrontano quotidianamente nei territori che un tempo costituivano le Due Sicilie.

 

Terminato il momento culturale si è dato inizio alla S. Messa, presieduta da don Luciano Rotolo e concelebrata dal Parroco don Nicola Commisso,

che ha visto una massiccia partecipazione di persone del luogo, visibilmente commosse e incuriosite.

 

Nella sua omelia don Nicola ha parlato con toni commossi della figura di Re Francesco II,

auspicandone quanto prima da parte della Chiesa, il riconoscimento ufficiale della sua santità.

 

Molto commovente e significativa è stata la processione con cui la Grande Bandiera è stata portata all’altare da parte di un giovanissimo di Ardore.

 

Prontamente aperta dalla prof. Spadaro e dai signori Zavaglia, è stata quindi solennemente collocata dinanzi all’altare dove si è celebrato il divino sacrificio.

 

Al termine della celebrazione c’è stata la benedizione alla Bandiera del Parroco con la rituale foto ricordo.

 

Molto apprezzata è stata anche una mostra di pannelli sul Regno delle Due Sicilie, a cura della prof. Mariagabriella Sabato dell’Associazione “La Stella del Monte”,

collocata all’esterno della chiesa, che ha attirato diversi visitatori attenti e assorti nella lettura.

 

La Grande Bandiera è stata ancora una volta rispettosamente ripiegata in attesa di pervenire nei prossimi giorni alla sua terza tappa calabrese:

quella di San Luca, sempre in provincia di Reggio Calabria.

 

Anche Ardore ha lasciato, in quanti stanno accompagnando la Grande Bandiera nel suo pellegrinaggio,

la gioia di scoprire quanto questa sia ancora amata e rispettata nonostante tutto il fango e le mistificazioni che, da oltre centocinquant’anni, si gettano sulle Due Sicilie.

Nessuno stato preunitario ancora oggi è vittima di tanto pregiudizio e di tanta violenza;

forse perché in questo caso bisogna autogiustificare una ingiusta e terroristica guerra di invasione che portò nel 1861 alla sua fine.

 

Comunque questo amore e questo rispetto che abbiamo toccato con mano sono davvero un seme che fanno ben sperare per il futuro della nostra amata terra.

 

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LA BANDIERA DELLE DUE SICILIE IN PELLEGRINAGGIO PER LE CITTA' DELL'ANTICO REGNO: LA TERZA TAPPA A SAN LUCA IN CALABRIA

I GIOVANI STUDENTI DI SAN LUCA I GIOVANI STUDENTI DI SAN LUCA

 

IL PELLEGRINAGGIO DELLA BANDIERA DELLE DUE SICILIE PER LE CITTA’ DELL’ANTICO REGNO:

LA TAPPA DI SAN LUCA (REGGIO CALABRIA)

 

“Un albero è l’esplosione lentissima di un seme”: questa frase di Munari può senz’altro esprimere quanto vissuto sabato 29 settembre 2018

nella bellissima cittadina di San Luca (in provincia di Reggio Calabria), al passaggio della grande Bandiera delle Due Sicilie,

che da settimane sta percorrendo le strade dell’antico Regno.

 

Infatti i destinatari del messaggio e dei valori della nostra gloriosa e antica Bandiera sono stati proprio una cinquantina di giovanissimi studenti della locale Scuola Media,

accompagnati dalla Dirigente prof.sa Carmela Rita Serafino e da numerosi docenti, che hanno vissuto un momento di riscoperta della propria storia e delle proprie radici.

 

I ragazzi sono davvero semi che un giorno diventeranno alberi e noi ci auguriamo che, anche attraverso questa tappa del passaggio della Bandiera delle Due Sicilie,

i giovani di San Luca sappiano davvero far esplodere nella loro realtà territoriale la volontà di riscatto, di presa di coscienza delle proprie radici

e la capacità di non sentirsi inferiori o perdenti rispetto ad altre realtà territoriali che, purtroppo fino ad oggi, una certa “malaunità” ha generato.

 

San Luca è una cittadina in passato tristemente balzata alle cronache e, di conseguenza, caricata di pregiudizi e di prevenzioni,

ma l’accoglienza, la disponibilità e la simpatia con cui la Bandiera e quanti la scortavano sono stati accolti è stato davvero il segno della presenza di valori positivi,

ancora fortemente inscritti nei cuori della gente. E proprio a motivo di tanti pregiudizi, la tappa della Bandiera è stata qui fortemente auspicata e voluta.

 

La grande Bandiera Nazionale è quindi giunta nella scuola di San Luca al mattino e la si è voluta ancora una volta incastonare nella “Rassegna Letteraria degli Autori Gigliati”.

 

Questa rassegna, che si propone di far conoscere gli autori delle nostre regioni che producono cultura, con particolare attenzione alle tematiche legate alla nostra storia e identità,

è stata presentata ai giovani studenti per invitarli a cogliere, anche attraverso l’esercizio della lettura, la ricostruzione della nostra identità rubata.

 

E’ stato prima presentato il volume “Nina” della calabrese Luisa Matera che, partendo da un personaggio di fantasia impersonato da una giovane ragazza figlia di un generale napolitano,

ripercorre i tragici eventi che portarono alla fine delle Due Sicilie e alle dolorose condizioni di vita vissute conseguentemente dalla popolazione, che purtroppo vide peggiorare la sua situazione.

 

Poi si è passati alla presentazione del volume di Luciano Rotolo, “Il sussurro delle pietre”,

raccontando così ai ragazzi la realtà della reazione dinanzi all’invasione piemontese,

che si realizzò in forme armate come il brigantaggio o in forme plateali di protesta, come quella che avviarono i due sacerdoti protagonisti del libro.

 

L’artista Peppe De Luca, originario proprio della cittadina che ci ospitava,

ha poi presentato l’interessante volume autobiografico del calabrese Domenico Maria dal titolo “Non volevo vivere come lupi sull’Aspromonte”,

incentrato sulla realtà dell’emigrazione e delle particolari condizioni di povertà in cui la Calabria sprofondò negli anni seguenti all’unità italiana.

 

 Particolarmente interessante si è poi dimostrata la testimonianza del sig. Stranges,

che ha voluto raccontare le floride condizioni economiche e di vita che la provincia reggina (e in particolare San Luca)

godeva al tempo delle Due Sicilie con traffici commerciali che arrivavano addirittura oltreoceano.

 

Accorato è stato infine l’intervento di saluto rivolto dalla Dirigente Scolastica prof.sa Serafino,

che non solo ha voluto ringraziato gli organizzatori per la scelta della tappa nella sua scuola ma ha particolarmente esortato i ragazzi

ad approfittare di questo momento storico culturale, per allargare conoscenze e prospettive.

 

Conclusa la parte dedicata alla Rassegna Letteraria si è passati al momento ufficiale del passaggio della Bandiera Nazionale sotto la sapiente regia di Michele Ladisa,

Segretario del Movimento Duosiciliano, che ha animato con il suo stile inconfondibile e con la sua sanguigna passione questo appuntamento con il vessillo gigliato.

 

Sono stati due alunni che l’hanno portata nella sala gremita e, aiutati poi da altri, l’hanno solennemente aperta.

 

Con il simbolo vivente della nostra storia messo in evidenza, si è quindi passati a spiegarne i profondi valori e i densi significati sottesi nella sua simbologia,

che hanno ancora tanto da insegnare al nostro presente. Non poteva mancare (e anche questo è stato un modo per far riscoprire ai giovani studenti le radici)

l’ascolto del nostro antico e solenne Inno Nazionale, musicato dal pugliese Paisiello, che è stato prontamente recepito da tutti con il gesto del mettersi in piedi.

 

I giovani studenti di San Luca sono apparsi per tutta la durata dell’incontro (che comunque è stato di circa due ore) molto attenti e partecipi.

Non è facile per i ragazzi di quell’età e, soprattutto, di questo tempo che certamente non abitua all’ascolto, prestare attenzione a certe tematiche

che possono sembrare così lontane dalla loro realtà immediata.

Sicuramente il segno, che ha dato chiara conferma del loro interesse e della loro partecipazione,

è stato senz’altro quello dei telefonini, che si sono letteralmente scatenati a scattare foto, quando la grande Bandiera Nazionale è giunta e si è soffermata nella sala.

 

Dopo questo bagno di foto e dopo i saluti, la grande Bandiera è stata nuovamente ripiegata per riprendere il suo cammino per le strade e le città dell’antica Patria delle Due Sicilie.

 

Ma un'altra sorpresa era in serbo.

 

Sulla via del ritorno, dovendo fare rifornimento di carburante, il giovane benzinaio ci chiedeva il perché della nostra presenza da quelle parti;

appena appreso il motivo, con nostra grande sorpresa e meraviglia, ha cominciato a raccontare della grandezza e delle floride condizioni di vita che c’erano nelle Due Sicilie

e ad attaccare in modo veemente Garibaldi, i mille e i piemontesi

che sono stati capaci di portare solo miseria, emigrazione e delinquenza in quella terra che un tempo era tra le più sviluppate.

 

Non lo abbiamo interrotto, pur conoscendo già quello che con passione ci raccontava…

 

Abbiamo gustato in quel momento che davvero il seme sta lentamente esplodendo!

 

Il seme della conoscenza sta lentamente facendo crescere l’albero forte di una volontà di riscatto e di dignità fino a poco tempo fa impensabili.

 

E il pensiero è subito corso ai simpatici ragazzi di San Luca, anche loro piccoli semi chiamati a far esplodere l’albero di un nuovo futuro per la nostra amata terra da troppo tempo piegata e dimenticata…

 

 

 

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LA QUARTA TAPPA CALABRESE DELLA BANDIERA PELLEGRINA DELLE DUE SICILIE: COSENZA NELLA CALABRIA CITRA

IL CORAGGIO E L’ORGOGLIO DELLA VISIBILITA’:

LA TAPPA A COSENZA DELLA BANDIERA DELLE DUE SICILIE

PELLEGRINA PER LE CITTA’ DELL’ANTICO REGNO

 

        Terminate le bellissime e indimenticabili tappe della Bandiera pellegrina delle Due Sicilie in diversi centri della Calabria Ultra,

finalmente questa è giunta nella città di Cosenza nel pomeriggio di sabato 29 settembre 2018.

 

Ancora una volta la Bandiera, nel suo viaggio di risalita calabrese, è stata accompagnata e scortata da Michele Ladisa,

segretario del Mov. Duosiciliano, e dall’avv. Roberto Golisciano.

 

 Questi, appena giunti a Cosenza, l’hanno solennemente presentata ad un folto gruppo di simpatizzanti

che si erano dati appuntamento presso lo storico Palazzo Arnone che, in epoca vicereale spagnola e poi borbonica,

ospitò i presidi di Calabria Citeriore e il Grande Archivio di Giustizia, divenendo in seguito prima sede del Tribunale e della Regia Udienza

e anche carcere (attualmente è invece sede della Sovrintendenza alle Belle Arti).

 

La nostra Bandiera è stata quindi portata all’interno di questo luogo, simbolo della giustizia,

per ricordare che la nostra terra e la nostra gente attende ancora quella giustizia di condizioni e di rispetto,

che da troppi anni viene puntualmente negata; e anche la nostra Bandiera attende che le sia fatta giustizia,

ricevendo come merita quella considerazione e quel rispetto che scaturisce dalla sua storia e da ciò che rappresenta.

La tappa di Palazzo Arnone ci ha invitati a riflettere sulle modalità con cui la giustizia, nelle Due Sicilie,

era amministrata, rispettata e attuata senza alcuna distinzione e preferenza, grazie soprattutto alle concezioni maturatesi negli anni del governo borbonico.

A questo proposito è opportuno ricordare un episodio della vita di Re Ferdinando II:

episodio che la dice lunga sul rispetto della giustizia e sull’indipendenza della magistratura che,

forse molti oggi, alla luce di tanti episodi di cronaca, dovrebbero imparare dalle Due Sicilie.

 

A S.M. Capua Vetere era infatti giudice un certo Carlo Bussola che un bel giorno

trattò una importante lite civile tra un alto personaggio, molto vicino al Trono, e un povero diavolo, per giunta ^segnalato politico^…

La sentenza fu favorevole al povero diavolo…

Qualche giorno dopo da Napoli, con decreto motu proprio del Re, giunse al giudice … una gratificazione di ducati quaranta…

Erano magistrati onesti e indipendenti perché la politica di quel Governo assoluto li educava a quella scuola” (1).

Questa era la giustizia amministrata nelle Due Sicilie e questi sono i valori che la nostra Bandiera

ha inteso richiamare nella sua visita in quella che era, sempre come diceva Ferdinando II a proposito dei tribunali, il “santuario della giustizia”.

 

Al termine della sosta presso l’antico Palazzo Arnone, una bellissima sorpresa attendeva la nostra Bandiera e quanti erano presenti:

infatti il Comitato di accoglienza di Cosenza, a cui va tutta la nostra ammirazione e gratitudine per l’impegno profuso,

aveva addirittura noleggiato il bus turistico cittadino, affinché l’amata Bandiera potesse girare per tutte le principali strade cittadine.

A quel punto il bus si è riempito non solo di viaggiatori ma di bandiere nazionali sventolanti al vento che hanno cominciato ad attraversare la città,

destando curiosità e interesse nei numerosi passanti e negli automobilisti che affollavano a quell’ora le strade.

 

Ma le sorprese non erano terminate.

 

Giunto il bus nella centralissima piazza Kennedy, il luogo della movida cosentina affollato soprattutto da giovani,

la nostra Bandiera è stata accolta da un’ovazione da parte dei tantissimi simpatizzanti che lì l’attendevano.

Era stato montato per l’occasione un gazebo e, per dare all’evento un certo tono di solennità storica,

era presente anche un drappello militare borbonico accanto a numerose persone abbigliate in abiti dell’epoca o da briganti.

 

Don Luciano Rotolo, della Fondazione Francesco II,

a quel punto ha spiegato alla folla presente il significato di quanto stava avvenendo e il messaggio

che la Bandiera pellegrina delle Due Sicilie sta portando nelle città che attraversa;

a lui ha fatto seguito padre Casimiro, dei Minimi di S. Francesco di Paola, che ha solennemente impartito la santa Benedizione al nostro amato vessillo.

 

Anche a Cosenza le autorità civili cittadine hanno voluto rendersi presenti e partecipare a questo momento storico-culturale di riappropriazione delle nostre radici:

lo hanno fatto nella persona dell’assessore dott.sa Francesca L. Pastore che con una certa commozione ha ricevuto,

a nome dell’amministrazione e di tutta la Città, dalle mani di un piccolo alfiere del drappello militare la nostra Bandiera.

 

A quel punto, tra gli applausi, la bandiera è stata aperta e si è dato ascolto all’antico Inno Nazionale musicato dal pugliese Paisiello.

 

Tantissime le persone presenti, anche a motivo dell’ora, nella piazza e tutte hanno seguito con curiosità e interesse la manifestazione; molti si sono anche soffermati e avvicinati per chiedere ulteriori notizie e informazioni, sia sul pellegrinaggio della Bandiera che sulla realtà delle Due Sicilie.

 

Da segnalare anche il fatto che, il giorno seguente, la stampa locale ha dato un grandissimo rilievo alla nostra manifestazione,

segno che davvero il pellegrinaggio della Bandiera Nazionale ha destato attenzione, curiosità e voglia di riscoprire un passato che, purtroppo,

è stato derubato o deformato da parte di quanti dovevano giustificare sia l’aggressione del 1860 al pacifico Regno del sud che le conseguenti scelte politiche fatte a suo svantaggio.

 

Cosenza ha davvero dato in questa circostanza il meglio di sé (le foto qui allegate ne danno testimonianza):

tanta la simpatia, tante le persone coinvolte, tanti coloro che in questi anni stanno facendo un percorso di recupero della memoria storica

grazie all’impegno e alla passione di persone come Giuseppe Corapi, Gianfranco Rogato, Rosario Belmonte, Angelo Ciampi e tanti altri che stanno lavorando davvero egregiamente.

 

Ci auguriamo che l’entusiasmo e la voglia di riscatto, che la nostra amata Bandiera pellegrina ha portato nella bellissima città di Cosenza,

possa continuare nei cuori e nella lotta di quanti sabato scorso hanno avuto il dono e la possibilità di incontrarla.

 

 

 

 

 

(1)        CAPECELATRO GAUDIOSO Domenico, Reazione a Napoli dopo l’unità, Napoli, pag. 329-330

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LA BANDIERA PELLEGRINA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE IN SICILIA

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LA BANDIERA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE A MESSINA

LA GRANDE BANDIERA DELLA DUE SICILIE COLLOCATA SULL' ALTARE LA GRANDE BANDIERA DELLA DUE SICILIE COLLOCATA SULL' ALTARE

IL PELLEGRINAGGIO DELLA GRANDE BANDIERA DELLE DUE SICILIE PER LE CITTA’ E LE REGIONI DELL’ANTICO REGNO:

LA TAPPA DI MESSINA.

 

 

La grande Bandiera Nazionale delle Due Sicilie continua il suo viaggio, attraverso le regioni e le città dell’antico Regno sempre vivo nei nostri cuori.

 

Sabato 15 settembre ha finalmente raggiunto la cara città di Messina, dove ancora echeggia la memoria dell’eroica resistenza,

opposta agli invasori piemontesi nel corso del 1861, da parte dei militari e dei civili radunatisi nella Real Cittadella che sovrasta la città.

 

La nostra bandiera è puntualmente arrivata verso le ore 17:00 dalla seconda Capitale del Regno, Palermo,

accompagnata e scortata dal suo rappresentante  Giovanni Maduli.

 

Nella chiesa parrocchiale di S. Caterina in Valverde, durante la S. Messa celebrata a cura della Fondazione Francesco II da don Luciano Rotolo,

è avvenuto lo scambio di consegne: l’arch. Maduli ha infatti solennemente affidato la grande bandiera a Nik Patrol, in rappresentanza di tutta la Sicilia orientale.

 

L’omelia pronunciata dal celebrante durante la Messa ha preso l’avvio dalla domanda che il Signore Gesù rivolse ai suoi apostoli: “chi sono io per voi”?

Una domanda che sottolinea l’importanza dell’identità e della conoscenza che, nel caso dei popoli delle Due Sicilie,

sono state volutamente e colpevolmente sottratte da una politica conquistatrice, tesa a rendere le persone

completamente svuotate di orgoglio e di riferimenti per poterle più facilmente riprogrammare.

 

Dopo la celebrazione eucaristica la manifestazione ha poi avuto seguito nell’elegante Palazzo della Provincia,

costruito nel 1928 dopo il terribile terremoto che colpì la città, con la Rassegna degli Autori Gigliati

che la prof. Mariagabriella Sabato ha organizzato con la sua Associazione Culturale “La Stella sul Monte”.

 

La sessione messinese della rassegna ha visto anzitutto una interessantissima introduzione del prof. Franz Riccobono, vera e propria memoria vivente della Sicilia borbonica,

e poi un’ampia presentazione del testo di Alessandro Fumia dal titolo “Messina, la capitale dimenticata “.

 

Questo testo riporta una dettagliata ricerca sui primati in campo sociale ed economico di Messina al tempo delle Due Sicilie

nonché una nuova interpretazione del cannoneggiamento della città, alla luce di un documento di La Farina rimasto secretato per oltre un secolo negli archivi di stato britannici;

questo documento dimostra che il famoso cannoneggiamento, da sempre attribuito a Re Ferdinando II,

in realtà sia stato ideato e attuato dai rivoltosi siciliani proprio per gettare un ombra di discredito sul Sovrano.

 

Attento e partecipe il folto pubblico che al termine della presentazione ha rivolto diverse domande di approfondimento all’autore.

 

Il giorno seguente la Bandiera è stata portata a rendere omaggio alla grande statua bronzea di Re Ferdinando II, presente in un giardino sul lungomare di Messina.

 

Questa statua venne solennemente inaugurata in una straordinaria apoteosi di popolo nel 1857 e, potremmo dire miracolosamente,

riuscì a salvarsi dall’opera iconoclasta dei conquistatori piemontesi, che dal 1861 avviarono una vera e propria politica di cancellazione della memoria:

basti pensare che il solo possesso in casa di un ritratto del Re delle Due Sicilie poteva costare la immediata fucilazione.

 

Questa bellissima statua si salvò a stento perché poggiata temporaneamente (e poi dimenticata) nei depositi dell’Università degli Studi, fondata proprio da Ferdinando II.

 

Alcuni anni fa, proprio in considerazione di questo fatto, si era proposto di collocarla dinanzi all’università ma, more solito,

ci furono voci di dissenso da parte di quanti vogliono ancora insabbiare la verità storica.

Per questo motivo si trovò la soluzione attuale di collocarla nei giardini del lungomare, sulla strada purtroppo dedicata al mercenario di Nizza,

che tanto male ha fatto alla nostra Patria e alla nostra gente.

 

Purtroppo la statua, ancora oggi bellissima e superba, ricca di decorazioni fatte di gigli borbonici sul manto,

risulta bisognosa di restauri; inoltre la vegetazione accanto risulta poco curata, al punto che i rami degli alberi la occultano vistosamente;

infine il viale risulta sporco e per nulla dignitoso.

 

Però è una delle poche statue e testimonianze che nelle Due Sicilie si è salvata dalla furia piemontese

e per questo carica di particolare significato e ricchezza.

 

Dopo aver reso omaggio alla statua del grande Re Ferdinando II la nostra grande Bandiera si prepara quindi ad attraversare lo stretto

per raggiungere le Calabrie, prossima tappa del suo affascinante pellegrinaggio per le strade e soprattutto per i cuori delle Due Sicilie.

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LA GRANDE BANDIERA DELLE DUE SICILIE A PALERMO

Venerdì 7 settembre, a nome deI gruppo dei  Neo Borbonici Attivisti,

 

la Bandiera è stata portata in Sicilia dal prof. Vincenzo Gulì

 

per consegnarla a Palermo a Gianni Maduli per il successivo inoltro a Messina.

 

 

 

 

La cerimonia si è svolta nella chiesa di S. Francesco di Paola (protettore del regno)

 

con la benedizione del sacro vessillo ad opera del rettore.

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LA GRANDE BANDIERA DELLE DUE SICILIE A PORTICI

Un grande bandierone delle Due Sicilie sta percorrendo i territori dell’antico stato borbonico

in tutte le direzioni nel tentativo di trovare punti di contatto tra i vari gruppi e associazioni identitari.

 

Martedì 4 settembre sarà alla Reggia di Portici

dove solitamente si riuniva il governo di S. M. il Re Borbone.

 

Proveniente dalla Basilicata, si fermerà alcuni giorni presso la capitale per essere poi consegnata in Sicilia.

 

Il responsabile del P2S e NBA Vincenzo Gulì la riceverà da Michele Ladisa

nel posto dove la via delle Calabrie conduceva i duosiciliani che si recavano a Napoli.

 

Successivamente Gulì la consegnerà a Palermo a Giovanni Maduli.

LA GRANDE BANDIERA A PORTICI
VIDEO DELLA CERIMONIA DEL PASSAGGIO
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LA BANDIERA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE AL PARCO DELLA GRANCIA

 

IL GRANDE PELLEGRINAGGIO DELLA BANDIERA NAZIONALE

 

NELLE PROVINCE DELL’ANTICO REGNO DELLE DUE SICILIE:

 

LA TAPPA AL PARCO DELLA GRANCIA A BRINDISI DI MONTAGNA (POTENZA)

 

 

 

Importante e significativa tappa al Parco della Grancia, in provincia di Potenza, della grande Bandiera Nazionale,

in pellegrinaggio per tutte le regioni dell’antico Regno delle Due Sicilie dallo scorso 14 agosto.

 

Non poteva infatti mancare una sosta del sacro vessillo presso questo luogo

che non è semplicemente un incanto paesaggistico naturale, incastonato nello scenario delle dolomiti lucane.

 

Infatti, da diversi anni il parco della Grancia è anche il luogo che,

attraverso il carisma artistico di bravissimi attori e ballerini del cinespettacolo dal titolo “la storia bandita” (oltre 300 persone),

offre agli oltre 400.000 visitatori annuali un messaggio di riscoperta sul brigantaggio e sulle violenze subite dalle popolazioni delle Due Sicilie ad opera dei piemontesi.

 

Il sito del Parco così recita a questo proposito: “La Storia Bandita” rappresentare in chiave moderna, attraverso le ragioni e le storie dei vinti, la dimensione sociale, culturale e storica della civiltà rurale di una delle pagine più controverse e maggiormente significative della storia della Basilicata: il brigantaggio”.

 

Alla luce di tutto ciò la grande Bandiera Nazionale, che dallo scorso 14 agosto da Fragneto Monforte,

ha iniziato il suo percorso di pellegrinaggio in tutte le province delle Due Sicilie,

non poteva mancare di fare una sosta per offrire a tutti i visitatori presenti la possibilità di riscoprire la “memoria bandita” delle nostre origini e del nostro orgoglio.

 

Sabato 01 settembre 2018, nell’anfiteatro dello spettacolo di falconeria, dinanzi a diverse centinaia di persone,

la grande Bandiera delle Due Sicilie è stata solennemente portata al centro da alcuni rappresentanti del Drappello Storico Militare “Battaglione Lucania” della Reale Armata di Terra delle Due Sicilie che, dinanzi agli astanti, l’hanno prontamente e rispettosamente aperta e presentata.

 

Questo rito è stato magistralmente introdotto dal Direttore del Parco, dott. Nicola Manfredelli, al quale va la nostra viva gratitudine,

che ha voluto invitare tutto il pubblico a vivere insieme un momento di ricostruzione della memoria storica.

 

E’ poi toccato a don Luciano Rotolo, Segretario della Fondazione Francesco II di Borbone,

spiegare a tutti i presenti il significato della nostra Bandiera Nazionale,

ricordando e sottolineando il suo messaggio di inclusività del nuovo e di grande rispetto per il passato.

 

A conclusione del suo intervento ha illustrato l’iniziativa del pellegrinaggio della Bandiera e ha invitato tutti a nutrire verso il nostro vessillo rispetto e memoria:

come in Veneto sventola orgogliosamente ancora oggi la Bandiera di San Marco così dovrebbe essere anche nelle Due Sicilie.

 

Il pubblico ha seguito con particolare attenzione la manifestazione e, una volta conclusasi,

diverse persone sono venute a complimentarsi e a chiedere ulteriori delucidazioni e spiegazioni;

in tutti la gioia e la voglia di riscoperta di un passato e di una memoria che, purtroppo, per motivi storici legati alle modalità con cui avvenne l’unificazione italiana,

ancora oggi nelle Due Sicilie sembra “bandita”.

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LA TARGA COMMEMORATIVA SULLA MAJELLA

LA TARGA RICORDO COLLOCATA SULLA 2TAVOLA DEI BRIGANTI2 DELLA MAJELLA LA TARGA RICORDO COLLOCATA SULLA 2TAVOLA DEI BRIGANTI2 DELLA MAJELLA

Nel corso del pellegrinaggio della grande Bandiera

 

presso tutte le regioni del Regno delle Due Sicilie,

 

nella tappa svoltasi presso la "Tavola dei Briganti" sulle cime della Majella in Abruzzo,

 

è stata collocata una speciale targa ricordo della Fondazione Francesco II.

 

 

Non solo per solennizzare il passaggio della Bandiera, sacra a tutti i figli dell'antica Patria,

 

ma anche per fare memoria degli antichi combattenti che si immolarono per essa.

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IL PELLEGRINAGGIO DELLA BANDIERA RAGGIUNGE LA VETTA DELLA MAJELLA

Da alcune settimane la grande Bandiera Nazionale delle Due Sicilie

ha iniziato un cammino di pellegrinaggio attraverso tutte le regioni dell'antico regno.

 

Scopo di questo percorso è anzitutto quello di far riscoprire la nostra bandiera e la grandezza del nostro passato;

in secondo luogo quello di unire e ricompattare tutti coloro che, con grande impegno e sacrificio,

cercano di mantenere viva la memoria delle Due Sicilie attraverso gruppi, associazioni e movimenti.

 

Simbolicamente il pellegrinaggio ha avuto inizio il 14 agosto 2018 da Fragneto Monforte (Benevento),

luogo simbolo della ferocia piemontese che, nel 1861,  uccise per rappresaglia e in modo indiscriminato diversi contadini del luogo.

 

Domenica 26 agosto, invece, la nostra grande Bandiera ha toccato un altro significativo luogo simbolo della nostra storia:

la "tavola dei briganti" sui monti della Majella in Abruzzo.

 

E' il luogo, ancora oggi impervio e non tanto facilmente raggiungibile,

dove i nostri eroici combattenti (soprannominati in modo spregiativo "briganti" dagli invasori piemontesi)

non solo trovavano sicuro rifugio e nascondiglio ma soprattutto il luogo sacro dove giuravano fedeltà al Re e alla lotta armata di liberazione.

 

Ancora oggi sulle pietre che adornano la vetta della Majella si possono leggere nomi e date di questi combattenti,

che vollero affidare alla testimonianza delle pietre la loro rabbia e la loro volontà di giustizia, riscatto e libertà.

 

Una iscrizione tra tutte colpisce: "da regno dei fiori questo è diventato il regno della miseria"!

 

E' l'eco della terribile povertà e della perdita di diritti da parte del popolo e dei più deboli della società;

situazione che si creò con la venuta dei piemontes

i che vollero ricompensare i più ricchi per allearsi con loro ai danni dei più poveri che precipitarono in condizioni peggiori.

 

A memoria di questa tappa speciale alla Majella, è stata anche collocata una targa ricordo.

 

La grande Bandiera sulle cime della Majella ha voluto così raccogliere i sentimenti e le gesta di questi combattenti,

per portarli con sè nel corso delle altre tappe del suo lungo pellegrinaggio.

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INIZIA IL PELLEGRINAGGIO DELLA BANDIERA DELLE DUE SICILIE 2018-19

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FRAGNETO MONFORTE: INIZIO DEL PELLEGRINAGGIO DELLA BANDIERA FRAGNETO MONFORTE: INIZIO DEL PELLEGRINAGGIO DELLA BANDIERA

 

AGOSTO 2018: E' INIZIATO DA FRAGNETO MONFORTE,

LUOGO SIMBOLO DI UNA DELLE NUMEROSE STRAGI COMPIUTE DALL'ESERCITO PIEMONTESE,

IL PELLEGRINAGGIO DELLA NOSTRA BANDIERA ATTRAVERSO I POPOLI DELLE DUE SICILIE.

 

 

"LA BANDIERA E IL SUO POPOLO" è una iniziativa scaturita da un'idea di don Luciano Rotolo, Socio Fondatore della Fondazione Francesco II di Borbone.


L'ispirazione parte invece da un passato recente e cioè dal 14 agosto 2012 durante la commemorazione delle vittime di Pontelandolfo.

 

In quella occasione, il carissimo e compianto Don Massimo Cuofano disse:

"...Loro sono stati una pietra, noi saremo questa pietra per continuare la loro opera...

prenderemo le pietre e le PORTEREMO AI PIEDI DELLA BANDIERA per costruire un monumento non ai morti ma alla vita, una vita da costruire UNENDOCI.
...da troppo tempo siamo divisi, da troppo tempo ci facciamo prendere da protagonismi e da identità sbagliate...

NON DIMENTICHIAMOCI, LA BANDIERA BISOGNA PORTARLA NEL CUORE PERCHE' E' IL SEGNO DELLA NOSTRA IDENTITA'...".

 

L’iniziativa vede al centro la nostra antica e gloriosa bandiera gigliata del Regno delle Due Sicilie che, da alcuni anni,

la Fondazione Francesco II di Borbone dona in occasione dell’annuale Convegno di Gaeta, affinchè venga solennemente innalzata sugli spalti della fortezza.

 

Gaeta è il luogo simbolo che vide l’eroica resistenza dei nostri Sovrani, dei nostri soldati e del nostro popolo, tutti uniti contro l’ingiusta invasione e aggressione.

Per questo la bandiera viene prima solennemente benedetta in occasione dell’8 dicembre – festa dell’Immacolato Concepimento di Maria, speciale Patrona del Regno delle Due Sicilie –

e poi rispettosamente portata a Gaeta, come segno di onore e di rispetto per i nostri caduti ma, al tempo stesso, come invito all’unità per continuare a proporre i suoi valori e le sue istanze.

 

Con l’iniziativa “la Bandiera e il suo Popolo” si vuole far precedere l’arrivo della sacra bandiera a Gaeta da un pellegrinaggio

attraverso tutte le provincie dell’antico Regno. Un pellegrinaggio che inviti alla riscoperta della nostra identità, dei nostri valori e del nostro glorioso passato;

un pellegrinaggio che contribuisca a rendere tutti sempre più fratelli, uniti intorno alla stessa bandiera.

 

Simbolicamente il pellegrinaggio della Bandiera ha avuto inizio nella giornata del 14 agosto 2018 a Fragneto Monforte (BN),

nel corso della commovente commemorazione delle vittime di una delle numerose stragi, compiute dall’esercito piemontese,

nel corso della loro guerra di aggressione del 1860 ai danni del pacifico Regno delle Due Sicilie.

 

Nel luogo dove vennero fucilati nel cuore della notte sette uomini innocenti, gli amici della Tavola Meridionale di Roma,

come ogni anno, hanno ancora una volta voluto generosamente donare alla Fondazione la grande Bandiera che sarà poi portata a Gaeta;

a questi amici, che hanno voluto addirittura essere personalmente presenti mediante due rappresentanti,

rinnoviamo tutta la nostra gratitudine e la nostra ammirazione per il loro gesto di attenzione e di disponibilità.

 

La grande bandiera inizierà ora il suo cammino tra il suo popolo, tra le montagne, le città e il mare dell’antico Regno delle Due Sicilie.

 

Sono tanti i gruppi, i movimenti, le associazioni e i singoli che ne hanno fatto richiesta:

è il segno di una riscoperta e di un orgoglio che stanno sempre più emergendo nelle nostre terre e nella nostra gente.

 

La nostra bandiera sarà a Napoli, in Sicilia, in Calabria, in Abruzzo, in Lucania, in Molise, in Puglia (dove sarà solennemente benedetta il prossimo 8 dicembre) e infine a Gaeta.

 

L’iniziativa vede la partecipazione e la collaborazione di diverse sigle, legate al mondo delle Due Sicilie e alla promozione dell’evento annuale che si tiene a Gaeta.

Tra questi un ringraziamento va dato a Michele Ladisa e alla prof. M. Gabriella Sabato, che si sono fatti “angeli custodi” della sacra bandiera,

durante il suo cammino per le strade del nostro antico Regno.

 

A breve sarà comunicato il calendario del pellegrinaggio della nostra sacra bandiera, in modo che tutti possano eventualmente accompagnarla e intervenire nel corso del suo cammino.

 

Questo pellegrinaggio sia davvero un modo per realizzare le parole che, il nostro caro Re Francesco II, volle pronunciare ai suoi sudditi di ieri ma anche di oggi:

Vi è un rimedio per questi mali, per le calamità più grandi che prevedo. La concordia, la risoluzione, la fede nell’avvenire.

Unitevi intorno al trono dei vostri Padri. Che l’oblio copra per sempre gli errori di tutti; che il passato non sia mai pretesto di vendetta, ma pel futuro lezione salutare».

 

Accogliamo la nostra sacra bandiera e, soprattutto, raccogliamoci intorno a essa.

 

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