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RE FRANCESCO II DI BORBONE (1836 - 1894)

« Io sono Napolitano; nato tra voi,

   non ho respirato altr'aria,

   non ho veduti altri paesi,

   non conosco altro suolo, che il suolo natio.

   Tutte le mie affezioni sono dentro il Regno:

   i vostri costumi sono i miei costumi,

   la vostra lingua la mia lingua,

   le vostre ambizioni mie ambizioni. »

 

                (Re Francesco II di Borbone)

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Arco 04/01/2020 125° Anniversaio della morte di S. M. Francesco II di Borbone delle Due Sicilie

ARCO - Le Compagnie Schuetzen di Arco, Roveredo e Vezzano hanno aperto la cerimonia con l'inno del Regno delle Due Sicilie e presenziato alla cerimonia in occasione del ricordo del 125° anniversario della morte avvenuta ad Arco, di S.M: Francesco II di Borbone. Evento organizzato dalla Fondazione Francesco II di Borbone "Fondazione Francesco II di Borbone e delle Due Sicilie" APS presieduta da Pantaleo Losapio. Ha celebrato la cerimonia della Santa Messa Don Francesco Scarin Arciprete di Arco e intervenuto il Presidente del Tribunale sig. Guglielmo Avolio di Trento il Presidente del Consiglio Comunale di Arco Tamburrini Flavio, i Consiglieri Ravagni Andrea, Ottobre Mauro, Chiarani Simone. Era presente anche il Comitato Tradizioni Usi e Costumi Arcensi Gruppo Arco Asburgica la Delegazione di Trento di Nova  Civilitas i Volontari di Radio Maria, dell'Associazione Vivilacittà di Rovereto. 
 
Francesco II di Borbone, battezzato Francesco d'Assisi Maria Leopoldo (Napoli, 16 gennaio 1836 – Arco, 27 dicembre 1894), è stato re del Regno delle Due Sicilie dal 22 maggio 1859 al 13 febbraio 1861. Figlio di Ferdinando II di Borbone e della prima moglie Maria Cristina di Savoia (figlia di re Vittorio Emanuele I), che morì appena cinque giorni dopo il parto, fu il quinto ed ultimo re Borbone sul trono di Napoli e, in assoluto, l'ultimo re del Regno delle Due Sicilie. Di carattere timido e bonario, fu educato dai padri scolopi secondo rigidi precetti morali e religiosi, e in particolare da Monsignore Nicola Borelli, il cappellano di corte. Sposò nel 1859 la duchessa Maria Sofia in Baviera - sorella dell'imperatrice Elisabetta d'Austria e cugina del re Ludovico II di Baviera -, che era più giovane di lui di cinque anni e aveva un temperamento del tutto opposto al suo. Francesco ebbe una sola figlia, la piccola Maria Cristina Pia di Borbone-Due Sicilie, morta a soli tre mesi d'età. Dopo la capitolazione di Gaeta (13 febbraio 1861) Francesco II, con la moglie, si recò in esilio a Roma, via mare su di un piroscafo francese. Francesco II morì nel 1894 in Trentino (allora austriaco), durante uno dei suoi viaggi compiuti per sottoporsi a cure termali; venne sepolto nella chiesa di Arco. Le spoglie di Francesco II, di Maria Sofia e della loro figlia Maria Cristina, ultima famiglia reale napoletana, riunite dopo varie vicissitudini, riposano oggi nella Basilica di Santa Chiara, a Napoli, dal 18 maggio 1984, dove sono state portate in forma solenne. 
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2020 ANNO NUOVO

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NUOVA "FONDAZIONE FRANCESCO II DI BORBONE DELLE DUE SICILIE" APS 
 
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INVITO UFFICIALE 125° commemorazione della morte di S.M. Francesco II di Borbone, Re delle Due Sicilie ad Arco

In occasione del 125° anniversario del pio transito – avvenuto il 27 dicembre 1894 ad Arco di Trento – dell’ultimo Re delle Due Sicilie, S.M. Francesco II di Borbone.

 

Tra questi, sabato 04 gennaio 2020 alle ore 18.00 nella Chiesa Collegiata di Arco, in piazza III Novembre, alla Solenne Santa Messa in suffragio dell’ anima benedetta di S.M. Re delle Due Sicilie Francesco II di Borbone.


Il Sacro Rito verrà concelebrata da Don Francesco Scarin, Parroco della Chiesa Collegiata di Arco; alla presenza della Delegazione del Triveneto del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e Istituzioni invitate, Compagnia Schutzen di Arco,Real Circolo Francesco II di Borbone, Associazioni Arco Asburgica, Arco 800, VivilaCittà di Rovereto, Nova Civilitas Delegazione di Trento, interverrà il Presidente del Tribunale di Trento Dott. Avoglio Guglielmo, Mauro Ottobre.
Prima del Sacro Rito ci sarà, come consuetudine, la deposizione della corona nella via Francesco II di Borbone e nella Chiesa della Collegiata di Arco a cura della “Fondazione Francesco II di Borbone delle Due Sicilie” APS .

 

Il 125° commemorazione della morte di S.M. Francesco II di Borbone, Re delle Due Sicilie ad Arco, per iniziativa del Presidente della “Fondazione Francesco II di Borbone delle Due Sicilie” APS, Pantaleo Losapio che ha voluto e organizzato l’incontro tra le Associazioni, la Delegazione del Triveneto del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Desideroso di porre fine alle sofferenze dei suoi sudditi a causa dell’assedio di Gaeta, il 13 febbraio 1861, S.M. Francesco II di Borbone, Re delle Due Sicilie decise di firmare la capitolazione e di dare inizio al proprio esilio. Non sarebbe ritornato mai più nella sua amata Napoli e passò ben 34 anni in esilio sui 58 di vita. Francesco II, battezzato Francesco d’Assisi Maria Leopoldo (Napoli, 16 gennaio 1836 – Arco di Trento, 27 dicembre 1894), fu l’ultimo Re delle Due Sicilie, salito al trono il 22 maggio 1859 e deposto il 13 febbraio 1861 dopo l’annessione al Regno d’Italia, disse:
“Io sono Napolitano; nato tra voi, non ho respirato altr’aria, non ho veduti altri paesi, non conosco altro suolo, che il suolo natio. Tutte le mie affezioni sono dentro il Regno: i vostri costumi sono i miei costumi, la vostra lingua la mia lingua, le vostre ambizioni mie ambizioni”.


“Esiliato dal trono e dalla patria io rivolgo costantemente i miei sentimenti ed i miei pensieri agli amatissimi sudditi, che sono pure disgraziati e li rivolgo alla pacifica terra dove nacqui e dove riposano le ceneri de’ miei antenati. Non è già la perdita del trono, ne le miserie inerenti all’esilio che, più di ogni cosa, attristino l’animo mio. In mezzo delle personali disavventure, sento che il mio cuore si manterrebbe forte e sereno, se non dovessi assistere, con inesprimibile angoscia, allo spettacolo di oppressione, di desolazione, di schiavitù del popolo mio. Il vento che spira dalla mia terra, graditissima all’esule mi apporta invece l’eco delle fuciliate che ogni giorno colpiscono vittime a me fedeli, le scintille delle città bruciate dall’invasore, le grida di dolore degli infelici, stivati nelle prigioni, il pianto degli agricoltori i cui campi vengono devastati merce gli editti feroci dei prefetti piemontesi”.

 

A Roma l’ultimo Re delle Due Sicilie – deposto, mai abdicò – venne prima ospitato da Papa Pio IX al Quirinale, prima di spostarsi a Palazzo Farnese, di proprietà dei Borbone in quanto lascito dell’antenata Elisabetta Farnese, madre di Carlo III. Vi rimase fino al 1870. Ad Unità d’Italia ultimata, Francesco II e la moglie Maria Sofia lasciarono Roma per trasferirsi a Parigi. Passò l’ultima fase della sua vita ad Arco di Trento, all’epoca in territorio austriaco. Il 27 dicembre del 1894, a soli 58 anni, si spense in quella cittadina che lo aveva conosciuto ed apprezzato come uomo “normale”, riservato e di profondissima fede. Solo al funerale i cittadini di Arco capirono che il composto ed umile signor Fabiani era in realtà S.M. Re Francesco II di Borbone delle Due Sicilie. La storiografia non è stata particolarmente benevola con l’ultimo sovrano di Napoli, ma se proprio si vuole trovare una colpa in Francesco II, la si trova nella sua eccessiva virtù.

 

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125° commemorazione della morte di S.M. Francesco II di Borbone, Re delle Due Sicilie Napoli Santa Chiara

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Solenne Celebrazione Eucaristica il 31 maggio 2019 a Napoli alla presenza di S.A.R. il Gran Maestro il Principe Carlo Di Borbone e la Principessa Beatrice di Borbone.

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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI

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NAPOLI

CHIESA SANTA CHIARA VENERDI' 15 MARZO 2019

CELEBRAZIONE DEL SOLDATO NAPOLITANO 2019

Siamo qui stasera per ricordare la figura del Soldato Napolitano.

Eroi senza volto e senza  nome, dimenticati dalla storia,  i nostri soldati  furono i difensori estremi della dignità del Popolo Napolitano  insieme ai nostri ultimi Sovrani il Re Francesco II di Borbone e la Regina Maria Sofia.

Sono pochi a conoscere le condizioni in cui essi hanno combattuto durante le guerre dell’unità d’Italia, contro un nemico sleale e spietato che ha cancellato la loro memoria, contro tecniche di guerra che oggi la comunità internazionale condannerebbe senza esitazione. E mi rivolgo ai bombardamenti degli ospedali da campo, al tiro al bersaglio contro soldati che soccorrevano i feriti, e poi le armi batteriologiche: A Gaeta il tifo fu provocato gettando carcasse di animali morti e putridi nelle riserve di acqua. Il nostro esercito fu quello che si ostinò a difendere sino all’ultimo un ideale di Patria libera, ormai tarlata dalla corruzione interna di molti dei quadri dirigenziali, sia militari che civili, e dalla cooperazione internazionale e di quante nazioni che professarono la loro neutralità per i cosiddetti “fatti italiani” e che poi appoggiarono militarmente i nostri nemici. Quello del Regno delle Due Sicilie fu uno degli eserciti più organizzati e meglio addestrati d’Europa,  che concepiva il rispetto del  vinto e il comportamento sempre leale alla base  di ogni situazione  di pace o di conflitto. I Cavalieri Costantiniani Inquisitori , in quell’ambito erano preposti, super partes a sorvegliare il comportamento di ogni uomo d’arme, a prescindere dal grado, e riferivano direttamente al Re ove mai fosse stata rilevata una condotta un non conforme all’etica militare, cavalleresca e cristiana. Oggi siamo fieri di ricordare il Soldato Napolitano. Onore e Requiem a tutti i caduti, a tutti i capitolati di Gaeta, a tutti i deportati e a quanti continuarono a combattere una guerra partigiana da cosiddetti briganti.

Intendo ringraziare Sua Eccellenza la signora marchesa Donna Federica de Gregorio di Sant’Elia Delegata di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e il Padre Guardiano della Basilica di Santa Chiara, Fra Vincenzo Palumbo. Un abbraccio a tutti i Cavalieri, le Dame ed ai volontari della Guardia d'Onore alle Reali Tombe dei Sovrani Borbone ed a tutti voi che siete intervenuti stasera

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CAMPAGNA ISCRIZIONI 2019

La Fondazione Francesco II di Borbone dal 2015, vive unicamente grazie ai piccoli e generosi contributi volontari di quanti benevolmente si iscrivono alla Fondazione con le attività ed eventi realizzati, per tenere Alta la Memoria di Francesco II di Borbone. Questo è il motivo per il quale vi chiediamo di darci un aiuto concreto per continuare il nostro grande lavoro che ha ottenuto in tutti questi anni. Di seguito riportiamo le modalità di iscrizione o di rinnovo iscrizione alla Fondazione Francesco II di Borbone. Inviaci i tuoi dati (nome, cognome, nascita, residenza, telefoni, mail, professione) con la richiesta di iscrizione a:

 

fondazionefrancescosecondo@gmail.com


OPPURE inviaci la richiesta cartacea all'indirizzo indicato. Ti verrà inviata al più presto la tessera, la spilla della Fondazione. Quote di iscrizione Fondazione Francesco II di Borbone - Socio ordinario, 20 euro - Socio Sostenitore, almeno 50 euro - Iscrizione gratuita: per ragazzi/e, studenti e disoccupati.
Per il contributo: IT 02 J 08016 34310 000000371981 per l’estero Codice BIC CCRTIT2T04A Cassa Rurale Alto Garda - Arco
Poste Pay: 5333 1710 0824 5041 – LSPPTL57P22B915B
Causale: Fondazione Francesco II di Borbone - Iscrizione 2019

Per chi si è iscritto o ha rinnovato e non ancora avesse ricevuto la tessera e la spilla, può inviare il proprio recapito al seguente indirizzo mail:

 

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L'INNO NAZIONALE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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A BARI SI RICORDANO LE NOZZE REALI DI RE FRANCESCO II

 

"AVVENNE A BARI 160 ANNI FA"
(03/02/1859 - 03/02/2019): 
Rievocazione storica in Costumi ottocenteschi, Corteo e Quadri di Rappresentazione delle "Nozze Reali", avvenute a Bari, tra il principe ereditario S.A.R. FRANCESCO II DI BORBONE e S.A.R. la principessa MARIA SOFIA DI BAVIERA.
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SABATO 2 FEBBRAIO 2019
Biblioteca Nazionale "Sagarriga Visconti" c/o Cittadella della Cultura
BARI, ore 10:30
Ingresso Libero.

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2019 
BARI- Centro cittadino, ore 10:00-12:00
Rievocazione storica in Costumi ottocenteschi, Corteo e Quadri di Rappresentazione.
Ingresso Libero.
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Organizzazione generale:
Ass.ne Cult. ed Amb. STELLA DEL MONTE

in Collaborazione con:
FONDAZIONE FRANCESCO II DI BORBONE
Gruppo Danze Storiche della L.U.T.E. di Noicattaro (BA)
Ass.ne HISTORIAE IMAGO
Arciconfraternita - Chiesa di San Giuseppe (BARI)

e con il Patrocinio gratuito del:
COMUNE DI BARI

Personaggi ed Interpreti:
oltre 30 Figuranti in costume d'epoca

Voce narrante:
IVAN DELL'EDERA

Consulenze storico-bibliografiche e di costume: 
GAETANO FRASCELLA
MICHELE LOGLISCI
ISABELLA LADISA
ANTONIA CANTORE
FLORA CHIMENTI
FIORELLA RUCCIA

Contributi critici di:
EDOARDO VITALE
LINO PATRUNO
ITALO INTERESSE
GIANFREDI VOZZI

Colonna sonora:
INNO DELLE DUE SICILIE

Media Partner:
QUOTIDIANO DI BARI

Partnerships:
FILCANTIERI
ROYAL CAFFE'
FATTORIE CORNACCHIA
ANGEL'S ABBIGLIAMENTO

 

 

 

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COMPONIMENTO ORANTE A S.M. RE FRANCESCO II DI BORBONE, UOMO DI PACE E DI SPERANZA

 

COMPONIMENTO A S. M.  FRANCESCO II

 

RE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

Guardiamo in alto, verso l’infinito,
e con il cuore colmo di commozione,
a te, che ora libero e non più calpestato
contempli l’Eterna Libertà,
ci rivolgiamo, noi, che ancora conosciamo 
l’amarezza di questo esilio.

Stai a noi ancora vicino, tu che conoscesti
il vento della calunnia e
il gelo della delusione,
Che, seppure forzatamente lontano,
non hai fatto mancare a questo popolo
la presenza della tua carità e del tuo cuore.

Tu, che conoscesti le tenebre dell’ingiustizia,
e sulla tua carne ne hai sentito i brividi,
crocifisso anche tu con l’eterno Crocifisso,
e primo, anche tu, accanto ai crocifissi di ieri
e di oggi nella storia della nostra gente,
stendi ancora su di noi la tua mano
di fratello, di padre, di amico, di re.

Veglia su questo popolo, al quale
è stata derubata la memoria,
perché dal tuo silenzioso consumarsi
ritrovi la via della Verità.

Veglia sulle nostre famiglie, tante volte in difficoltà, 
perché non manchi ad esse 
quella Provvidenza nella quale hai creduto.

Veglia sui nostri giovani, a volte disperati,
derubati della speranza e del futuro,
perché sappiano che mai nessuna ingiustizia
può abbattere la volontà di risorgere,
se mantengono viva quella fiamma della fede,
per la quale ti sei donato senza paura.

Veglia sui nostri bambini, innocenti angeli,
che si ritrovano in una società malata,
dove l’egoismo e il potere, la volgare impudicizia,
hanno calpestato la purezza dell’Amore.
Tu che facesti della semplicità la tua bandiera,
guarda questi nostri virgulti,
e non permettere che il male
possa distruggere i loro sogni.

Veglia sulla nostra terra,
da lungo tempo ferita e offesa,
e metti nel nostro cuore il desiderio
di lottare per essa, di non demordere mai
dalla speranza, che è vicino il tempo della rinascita.

Difendila dalle insidie degli iniqui,
e tieni lontano l’immondizia
di questo potere malefico, e guarda 
con particolare predilezione
la nostra gente ammalata, 
i nostri bambini avvelenati
dall’inquinamento di questa nostra terra,
oggi diventata terra dei fuochi, una volta
paradiso del creato.

Riempi con la tua presenza mite
e silenziosa, così semplicemente
discreta e dolce, il nostro cammino,
perché da te possiamo apprendere
che la pazienza e l’amore,
l’unità dei nostri cuori,
potranno ridare vita alla Speranza.

 

(don Massimo Cuofano, Anno  2013)

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